Fernando Alonso, 40 anni, pilota della Renault. Il prossimo anno, con il ritiro di Raikkonen, diventerà il decano della F1
Fernando Alonso, 40 anni, pilota della Renault. Il prossimo anno, con il ritiro di Raikkonen, diventerà il decano della F1
di Leo Turrini 2.674 giorni dopo. Nella cifra c’è tutto il senso di un risultato che vale molto più del dato statistico. Fernando Alonso, debuttante in Formula 1 nel remoto 2001, ha spezzato ieri in Qatar un digiuno che durava dall’estate del 2014. Si correva allora a Budapest il Gran Premio di Ungheria, quando lo spagnolo, agli sgoccioli della non troppo fortunata esperienza Ferrarista, concluse la gara al secondo posto. Sono passati, appunto, 2.674 giorni e mai, nella lunga storia della Formula 1, un pilota era stato costretto ad aspettare tanto, prima di poter riapparire sul podio. Alonso ce l’ha fatta al termine di una corsa che ha...

di Leo Turrini

2.674 giorni dopo. Nella cifra c’è tutto il senso di un risultato che vale molto più del dato statistico. Fernando Alonso, debuttante in Formula 1 nel remoto 2001, ha spezzato ieri in Qatar un digiuno che durava dall’estate del 2014. Si correva allora a Budapest il Gran Premio di Ungheria, quando lo spagnolo, agli sgoccioli della non troppo fortunata esperienza Ferrarista, concluse la gara al secondo posto.

Sono passati, appunto, 2.674 giorni e mai, nella lunga storia della Formula 1, un pilota era stato costretto ad aspettare tanto, prima di poter riapparire sul podio.

Alonso ce l’ha fatta al termine di una corsa che ha esaltato non solo le sue qualità agonistiche, mai venute meno, ma anche la sua abilità strategica. Il due volte campione del mondo è stato capace di gestire le gomme, evitando il ricorso ad una sosta ulteriore. La sua lucidità è stata premiata da un terzo posto salutato con legittima euforia dal diretto interessato. E applaudito da tutto il circo a quattro ruote.

Le parole. "Posso solo augurare a chi fa il mio mestiere di non dovere aspettare così tanto – ha detto ridendo Fernando –. Con il senno di poi, posso dire che per me questa astinenza è stata una sofferenza continua. Io infatti, non ho mai smarrito la voglia di competere. E anche quando avevo lasciato la Formula 1, in cuor mio speravo di tornare sulla griglia di partenza. Questo è il mio mondo, da oltre vent’anni".

È vero: Alonso fu lanciato da Giancarlo Minardi nel 2001. Poi entrò nelle grazie di Flavio Briatore, che costruì attorno a lui la squadra della Renault. Team con il quale l’iberico si laureò campione del mondo sia nel 2005 che nel 2006.

Quasi record. Nel 2006, Alonso vinse uno storico duello contro Michael Schumacher. Ieri, però, lo spagnolo non ce l’ha fatta a sottrarre al tedesco un record, cioè quello della maggior distanza di tempo tra il primo podio e l’ultimo. Attenzione: Fernando salì per la prima volta sul palco delle premiazioni in Malesia, nel 2003. Oltre diciotto anni fa. Schumi collezionò il primo podio nel 1992 e l’ultimo nel 2012. Venti anni …

Il futuro. Alonso però non ha ancora finito. La sua è una carriera, anzi, appena ricominciata, con uno sguardo proiettato sul futuro da definire. Classe 1981, lo spagnolo ha scommesso sull’imminente cambio dei regolamenti tecnici. È convinto che lo strapotere di Mercedes e Red Bull potrà essere intaccato.

"Qui mi sono divertito ad essere il primo degli umani. Sapevo sin dal via che Hamilton avrebbe tenuto un ritmo insostenibile per la mia vettura e mi aspettavo anche che Verstappen sarebbe risalito rapidamente dalle retrovie. È stato comunque molto bello, ho provato sensazioni che mi mancavano da tanto, troppo tempo… Ma non mi accontento, non sono certo rientrato in questo mondo per raccogliere soddisfazioni parziali. So che la mia scuderia, la Alpine Renault, ha un programma a medio termine che prevede di tornare in vetta al mondo. Io sono qui per questo, ho il massimo rispetto per i colleghi che sono più giovani di me, tra l’altro dalla prossima stagione con il ritiro del mio amico Raikkonen diventerò il più anziano di tutti in pista. Ma credo che l’esperienza possa essere un vantaggio, non una limitazione".

Insomma, ci sono altri record da battere.