Alaphilippe, Van der Poel, Van Aert, Pogacar: sembra la classifica mondiale, è soltanto l’arrivo di una tappa della Tirreno-Adriatico, la seconda. A Chiusdino, sulle colline senesi, uno sprint di un chilometro e mezzo all’insù spreme il meglio in circolazione. Dopo Van Aert in versione velocista, ci si aspettava Alaphilippe. E’ una mezza impresa, quella del francese: vuoi perché l’ultimo iridato a vincere fra i due mari era stato Sagan nel 2017, vuoi perché per cogliere il primo successo stagionale LouLou negli ultimi 200 metri deve saltare il compagno Almeida, all’attacco da una trentina di chilometri, e così non può permettersi di perdere. "Aver rotto il ghiaccio è un sollievo", dice Alaphilippe, che in classifica segue Van Aert a 4 secondi e ne ha altrettanti su Van der Poel, furioso sul traguardo per aver lanciato la rimonta in ritardo. Succede se si corre troppo indietro in una corsa dove tutti vogliono star davanti: dei nostri ci riescono Ciccone, decimo davanti a Vendrame, il sorprendente baby Aleotti, quindicesimo, e l’attento Nibali, due posti indietro. Non ci riesce Simon Yates, giunto in ritardo dopo esser andato all’attacco. Oggi tappa mossa fino a Gualdo Tadino. Alla Parigi-Nizza, bis di Sam Bennett in volata, quinto Nizzolo. Roglic, caduto nel finale, conserva il primato.

a. cos.