David Will premiato dal presidente Fise Marco Di Paola, a fianco Vito Cozzoli di Sport e Salute. Nella foto a destra, Laura Kraut altra grande protagonista: la statunintense è arrivata seconda, davanti alla connazionale Jessica Springsteen
David Will premiato dal presidente Fise Marco Di Paola, a fianco Vito Cozzoli di Sport e Salute. Nella foto a destra, Laura Kraut altra grande protagonista: la statunintense è arrivata seconda, davanti alla connazionale Jessica Springsteen
di Paolo Manili Il cavaliere tedesco David Will in sella a C Vier 2 ha vinto ieri il Rolex Gran Premio Roma, la gara-clou individuale dell’88° Csio di Roma Piazza di Siena.Il 33enne Will, che venerdì era nella squadra germanica seconda classificata nella Coppa delle Nazioni, prima del GP ci aveva detto detto avere come proprio "idolo" il connazionale plurititolato e già campione d’Europa Marco Kutscher, e l’esempio deve aver funzionato bene dato che Will negli ultimi tempi è stato più volte in luce nelle classifiche di alcune gare internazionali. Ebbene ieri è stato il più veloce dei soli tre concorrenti...

di Paolo Manili

Il cavaliere tedesco David Will in sella a C Vier 2 ha vinto ieri il Rolex Gran Premio Roma, la gara-clou individuale dell’88° Csio di Roma Piazza di Siena.Il 33enne Will, che venerdì era nella squadra germanica seconda classificata nella Coppa delle Nazioni, prima del GP ci aveva detto detto avere come proprio "idolo" il connazionale plurititolato e già campione d’Europa Marco Kutscher, e l’esempio deve aver funzionato bene dato che Will negli ultimi tempi è stato più volte in luce nelle classifiche di alcune gare internazionali.

Ebbene ieri è stato il più veloce dei soli tre concorrenti che, su 50 partenti, sono stati capaci di accedere al secondo percorso dopo un difficilissimo percorso-base, e poi di ripetere il doppio zero nella seconda tornata. Dietro al vincitore, precedute solo di un soffio sul cronometro, si sono classificate nell’ordine le due amazzomi statunitensi Laura Kraut su Baloutinue, seconda, e Jessica Springsteen su Don Juan vd Donkhoeve al terzo posto. Hanno invece concluso con un errore nel secondo giro, classificati nell’ordine, sempre in base al tempo, l’irlandese Bertram Allen (Pacino Amiro), il francese Jerome Guery (Quel Homme de Hus), l’elvetico campione d’Europa Martin Fuchs (Clooney 51), la svedese Malyn Baryard-Johnsson (H&M Indiana) e l’altro francese Mathieu Billot (Lord de Muze). Con 5 penalità invece hanno chiuso l’asso egiziano Abdel Said (Bandit Savoie) che il pubblico italiano ricorda vincitore di una tappa della Fei World Cup a Verona, e al 10° posto l’unico italiano entrato nel secondo giro, Giampiero Garofalo (Gaspahr) cavaliere di origini campane che risiede e si allena in Olanda presso le scuderie del coach "eccellente" Henk Nooren, il quale a suo tempo è stato c.t. azzurro (Garofalo è fidanzato con la figlia di Nooren).

Questo Rolex Gran Premio Roma era imperniato su un tracciato davvero impegnativo e selettivo, che nel primo percorso presentava difficoltà lungo tutto il tracciato e pretendeva da cavalieri e cavalli la massima concentrazione. Gli ostacoli che maggiormente hanno falcidiato i concorrenti sono risultati le colonne romane (ostacolo n. 8), l’imponente doppia gabbia Rolex al centro del percorso (n. 9), l’ostacolo Intesa San Paolo, e gli ultimi due: il Colosseo con le le tavole (n. 12) e il largo rustico (n.13). Ma diversi concorrenti, tra cui diversi "big", hanno abbattuto anche il verticale Mag (n.1). Insomma un "menu" che comprendeva tutto, anche "il dolce". Molti gli esclusi dal secondo giro, che alla vigilia si davano per probabili favoriti: il numero uno al mondo, l’elvetico Steve Guerdat, il supoercampione brasiliano Rodrigo Pessoa (Carlisto’s Way), l’asso Usa Kent Farrington (Gazelle), il tedesco Marcus Ehning (Calanda), il britannico Scott Brash (Hello Senator). Tra gli 11 azzurri al via, salvo Garofalo, nessuno ce l’ha fatta, compresi Bucci, De Luca, Gaudiano, Bologni. Poi il barrage al secondo giro ha richiesto la massima velocità e lì è stato davvero puro spettacolo di talento, tecnica e condizione atletica: questa è la magìa che ogni anno Piazza di Siena sa rinnovare.