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16 mag 2022

"Ai ragazzi ho ricordato le parole di Kobe"

Pioli: "Bryant diceva che sul 2-0 nei play off Nba il lavoro non è ancora finito. Così è per noi". Theo: "Il gol più importante della mia carriera"

16 mag 2022
La festa dei giocatori del Milan sotto la curva: nonostante la prudenza di Pioli, tutto l’ambiente sente il risultato vicino
La festa dei giocatori del Milan sotto la curva: nonostante la prudenza di Pioli, tutto l’ambiente sente il risultato vicino
La festa dei giocatori del Milan sotto la curva: nonostante la prudenza di Pioli, tutto l’ambiente sente il risultato vicino
La festa dei giocatori del Milan sotto la curva: nonostante la prudenza di Pioli, tutto l’ambiente sente il risultato vicino
La festa dei giocatori del Milan sotto la curva: nonostante la prudenza di Pioli, tutto l’ambiente sente il risultato vicino
La festa dei giocatori del Milan sotto la curva: nonostante la prudenza di Pioli, tutto l’ambiente sente il risultato vicino

di Ilaria Checchi

Un tripudio rossonero al cospetto di più di 73mila sostenitori ha celebrato la vittoria del Milan contro l’Atalanta di Gasperini, dopo una partita maschia gestita mentalmente alla perfezione dalla truppa di casa. La danza al triplice fischio del tecnico emiliano. sull’ormai celebre canzone "Freed from desire", rivisitata con un iconico "Pioli is on fire", è l’immagine più bella che resta del magico pomeriggio di San Siro, sold out per l’ennesima volta e arrivato a toccare più di un milione di supporters milanisti nell’arco della stagione. E’ proprio a loro che il mentore rossonero spende le prime parole dopo la prova di carattere contro i bergamaschi: "Non vedevo l’ora di ballare e salutare i nostri tifosi all’ultima casalinga: stiamo vivendo emozioni particolarmente forti e si avvertiva una passione e un sostegno esagerato. Quel coro dei tifosi mi è entrato dentro". Sui 96 minuti disputati contro i nerazzurri Pioli ha poco da dire: "La qualità dei miei giocatori ha fatto la differenza superando un altro gradone: una delle cose più belle che i miei ragazzi hanno è la giusta serenità e concentrazione nel gestire nel modo migliore la pressione che deriva dalla classifica. Sono forti, maturi e consapevoli". Il tecnico parmense chiosa poi dedicando un pensiero alla dirigenza di via Aldo Rossi: "Abbiamo fatto la corsa sui 79 punti dell’anno scorso sapendo che migliorando quel risultato poteva succedere qualcos’altro. Senza il lavoro e il sostegno del club sarebbe stato molto difficile lavorare. Ai ragazzi ho fatto vedere un’intervista di Kobe Bryant in cui diceva che, nonostante il 2-0 nei playoff di NBA, il lavoro non era ancora finito. E lo stesso vale per noi". L’ultima prestazione tra le mura amiche di Franck Kessié (applaudito e non più fischiato, giustamente, dalla Curva Sud), ormai diretto al Barcellona, non ha invece visto scendere in campo nemmeno per uno scampolo di gara Zlatan Ibrahimovic, il che potrebbe far pensare che lo svedese non abbia ancora intenzione di dire addio al campo. La vittoria confezionata contro una Dea troppo poco precisa sotto porta è merito di tutta la squadra ma senza dubbio gli eroi della domenica pomeriggio sono stati Rafael Leao, autore del gol del vantaggio con la solita rapidità implacabile, ispirata dal neo entrato Junior Messias, e Theo Hernandez che, dopo aver macinato 80 metri palla al piede, ha pescato un sinistro micidiale a coronamento di un’azione personale perfetta. "Sono partito, mi sono detto di andare fino alla fine e ho fatto un gol incredibile, il più importante della mia vita: il merito è di tutta la squadra e anche dei tifosi, è stato un pomeriggio fantastico" le parole del terzino francese.

Ovviamente di umore non eccelso il tecnico atalantino Gianpiero Gasperini, che ha comunque fatto i complimenti ai padroni di casa per la stagione fatta: "Il Milan merita lo scudetto: abbiamo fatto una buona gara e siamo rimasti in partita fino al gol di Theo mettendo in difficoltà gli avversari nel primo tempo. Ci siamo persi un po’ negli ultimi 16 metri ma sono soddisfatto della prestazione: in queste situazioni i cambi possono essere decisivi perché i ritmi sono rimasti sempre alti". La bocca del tecnico nerazzurro resta invece cucita, probabilmente in modo polemico, su un possibile commento dell’arbitraggio di Orsato.

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