di Riccardo Galli "Avevo sentito i suoi familiari tre, quattro giorni fa. Avevo capito che la situazione si era fatta molto difficile, ma mi era rimasta la speranza... sì, ero comunque fiducioso, poi...". Giacomo Agostini parla a voce bassa, quasi in segno di rispetto, ma il suo ricordo di Fausto Gresini è un susseguirsi di sensazioni positive. Sempre belle. Del Gresini pilota e campione, insomma, le parole riescono a trovarle tutti, così lui, Agostini, si ferma soprattutto sull’uomo. "Fausto era davvero...

di Riccardo Galli

"Avevo sentito i suoi familiari tre, quattro giorni fa. Avevo capito che la situazione si era fatta molto difficile, ma mi era rimasta la speranza... sì, ero comunque fiducioso, poi...".

Giacomo Agostini parla a voce bassa, quasi in segno di rispetto, ma il suo ricordo di Fausto Gresini è un susseguirsi di sensazioni positive. Sempre belle. Del Gresini pilota e campione, insomma, le parole riescono a trovarle tutti, così lui, Agostini, si ferma soprattutto sull’uomo.

"Fausto era davvero l’amico di tutti. Era una persona squisita. Aveva lo sguardo buono. Era un ragazzo vero, per bene...".

Il ricordo personale più bello?

"Ne voglio dire due".

Il primo?

"Fa parte del Gresini uomo che vi descrivevo poco fa. Fausto aveva una prerogativa che in tanti, quando diventano campioni o persone importanti, perdono: ogni volta che ci parlavi ti guardava negli occhi. E questo racconta alla perfezione la sua personalità e anche la sua sincerità".

L’altro ricordo che le sta a cuore?

"L’ultima volta che ci siamo visti. Un annetto fa, forse qualcosa di più. Mi invitò a cena al suo motorhome, ma organizzò una cosa assolutamente speciale. Volle che quella cena fosse una sorta di serata a quattro stelle... fece servire da camierieri in uniforme e guanti bianchi e sa perchè?".

Dica.

"Diceva a tutti e anche a me disse: ho a cena Giacomo Agostini e vi pare che io possa metterlo e metterci a tavola come faremmo in una serata normale? Signori, aggiunse, parliamo di Giacomo Agostini. Ecco, Gresini era anche e soprattutto questo".

Andiamo in pista? un duello Agostini-Gresini se lo è mai immaginato?

"Chissà come sarebbe stato. Certo abbiamo vissuto situazioni molto diverse in tempi altrettanto diversi. Lui era più piccolo di età e lui correva nella 125, mentre io ero nella classe maggiore. Fausto, comunque andava forte e ce lo ha fatto vedere tantissime volte".

Bravo in pista e altrettanto bravo nel ruolo di talent scout, è d’accordo?

"Ha creato le sue squadre puntando su giovani piloti che ha sempre seguito con un’attenzione unica. Gresini si era cucito addosso il ruolo di manager, scopritore di talenti, maestro, contando sul suo modo di rapportarsi con le persone e realizzando il progetto team Gresini, fatto di grandi sacrifici e grandi qualità".

Agostini, fra poche settimane il motomondiale riaccenderà i suoi motori: il vuoto di Gresini sarà terribile...

"Terribile è pensare che il Covid si è portato via una persona di 60 anni, poi certo, la vita come il Mondiale, alla fine riparte, torna a correre e a scorrere. E sarà così anche questa volta".