Lautaro Martinez, 24 anni,. nella amichevole di ieri vinta 2-0 contro il Parma
Lautaro Martinez, 24 anni,. nella amichevole di ieri vinta 2-0 contro il Parma
di Mattia Todisco Il primo tassello del dopo Lukaku è Edin Dzeko. All’ennesimo tentativo di corteggiamento, l’Inter è vicina ad assicurarsi il bosniaco. C’è un accordo con l’agente Alessandro Lucci per un contratto da due stagioni a 5,5 milioni annui, contro i 7,5 che percepisce alla Roma. La punta ha un gentleman agreement grazie al quale può liberarsi senza troppi intoppi e intende sfruttarlo. Gli anni sono passati, Dzeko ne ha 35 e non sarà presumibilmente lui a raccogliere in primis l’eredità del belga. Farà parte del gruppo delle punte con Martinez, Sanchez e chi verrà scelto dalla dirigenza tra i candidati sul tavolo. Marotta e...

di Mattia Todisco

Il primo tassello del dopo Lukaku è Edin Dzeko. All’ennesimo tentativo di corteggiamento, l’Inter è vicina ad assicurarsi il bosniaco. C’è un accordo con l’agente Alessandro Lucci per un contratto da due stagioni a 5,5 milioni annui, contro i 7,5 che percepisce alla Roma. La punta ha un gentleman agreement grazie al quale può liberarsi senza troppi intoppi e intende sfruttarlo.

Gli anni sono passati, Dzeko ne ha 35 e non sarà presumibilmente lui a raccogliere in primis l’eredità del belga. Farà parte del gruppo delle punte con Martinez, Sanchez e chi verrà scelto dalla dirigenza tra i candidati sul tavolo. Marotta e Ausilio stanno valutando. Il favorito sembra Duvan Zapata, ma bisogna capire quali sono i costi a cui si andrà incontro. L’ingaggio non dovrebbe essere proibitivo, attorno ai 3 milioni a stagione. In compenso l’Atalanta non è una bottega low cost. I ripetuti ingressi in Champions e la recente cessione di Romero al Tottenham ne hanno rese floride le finanze, i Percassi sono nella condizione di poter “tirare“ fino a 40 milioni. Una mano potrebbe darla proprio il Chelsea che ha appena strappato Lukaku, concedendo il via libera a Tammy Abraham per accasarsi a Bergamo. Sono però discorsi agli albori, trattative che Inzaghi spera di vedere velocizzate per non dover aspettare gli ultimi giorni prima di mettersi al lavoro sull’amalgama generale. Il tecnico stava plasmando la sua creatura sapendo di non avere più Hakimi, rispetto a un anno fa, e di dover inserire Calhanoglu. Il resto dei meccanismi era stato impostato dal predecessore, il nuovo allenatore poco aveva toccato. Con Zapata o chi per lui (restano in piedi le piste Vlahovic e Belotti, ma i discorsi non cambierebbero sotto l’aspetto tattico) bisogna inserire un ingranaggio cruciale come quello dell’attaccante sulle cui spalle poggia in prima battuta la capacità offensiva del complesso.

Questo sempre che Suning non decida di riservare nuove sorprese amarissime alla tifoseria. Dall’Inghilterra sono rimbalzate ieri voci di un accordo trovato dal Tottenham per accaparrarsi Lautaro Martinez dietro il pagamento di 71 milioni di euro. Nessuna conferma è arrivata dall’Italia, tutt’altro. L’agente dell’argentino si è affrettato a rispondere che il ragazzo sta bene all’Inter e dalla società è trapelata la volontà di chiudere il mercato in uscita, se non per operazioni più piccole (Pinamonti all’Empoli, Nainggolan tra Besiktas e Cagliari, Lazaro a chi lo vorrà). Si cercherà invece di far prolungare il contratto all’attaccante, consapevoli che ad oggi non c’è solo una questione economica da affrontare. Lautaro ha chiesto circa 6 milioni l’anno, invece dei 2,5 che percepisce oggi e dei 4,5 che la società aveva praticamente pattuito con il suo vecchio entourage. Stiamo però parlando del centravanti titolare della nazionale argentina, uno dei giocatori più graditi a Leo Messi, corteggiato ad alterne riprese da Barcellona, Atletico Madrid, Arsenal, Tottenham. Un attaccante del ’97 con tanti anni davanti e molti trofei da poter vincere, che nel 2023 potrà liberarsi a zero e che come i compagni di squadra si interroga in queste ore su quanto possa essere lungimirante restare in un’Inter i cui vertici pensano innanzitutto a fare cassa.