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25 mag 2022

Acerbi, ecco l’audio: "No, perché ha ripreso?"

Diffuse le conversazioni tra l’arbitro e il Var per la rete convalidata ingiustamente in Spezia-Lazio

25 mag 2022
angelo giorgetti
Sport
Gianluca Rocchi, designatore della serie A, nella sala Var di Lissone
Gianluca Rocchi, designatore della serie A, nella sala Var di Lissone
Gianluca Rocchi, designatore della serie A, nella sala Var di Lissone
Gianluca Rocchi, designatore della serie A, nella sala Var di Lissone
Gianluca Rocchi, designatore della serie A, nella sala Var di Lissone
Gianluca Rocchi, designatore della serie A, nella sala Var di Lissone

di Angelo Giorgetti

Una mattinata a Coverciano per accorciare le distanze con gli arbitri e, già che c’eravamo, anche per ascoltare gli audio inediti degli intrecci vocali con la sala Var, con il pasticcio di Spezia-Lazio sul podio degli infortuni: decibel di solito alti – e scambi di parole non sempre comprensibili – fra i direttori di gara e i loro colleghi nella sacra stanza dei monitor. Molta tecnologia, parecchia frenesia, ma anche tanti errori evitati o rimediati. I benefici della Var sono sotto gli occhi di tutti (sugli episodi esaminati, è stato ridotto dell’86 per cento il margine di errore) e il designatore Gianluca Rocchi, nell’ambito dell’operazione-trasparenza avviata dall’Aia, ha chiarito il suo punto di vista a proposito della tecnologia introdotta nel calcio: "Sarebbe folle rinunciarci. Aggiungo anche un’altra considerazione: magari ai nostri tempi avessimo avuto la Var".

Fra i 27 episodi "incriminati" ce n’è uno in particolare che alla fine Rocchi ha commentato allargando le braccia: "Beh, avete ascoltato. Ho dovuto punire tutti i protagonisti, perché quello che è successo è inaccettabile. Lo definirei un black out comunicativo".

In effetti quello che accadde in Spezia-Lazio (vittoria biancoceleste con gol di Acerbi in fuorigioco al 90’) viene raccontato dallo scambio di vedute che origina un gigantesco equivoco: "Oh, santo Dio, perché ha ripreso? No, no!". Rocchi fermò per punizione Pairetto (arbitro), Nasca (al Var) e gli assistenti (Perrotti e Affatato) e l’Avar (Valeriani) più il tecnico. È questa una delle frasi dell’audio concitato fra la Sala Var e l’arbitro Pairetto dopo la convalida del gol di Acerbi (poi risultato in fuorigioco) nel finale di Spezia-Lazio, uno degli episodi arbitrali più discussi del campionato. Durante l’audio fra campo e Var fatto sentire ai media – ma l’impegno in futuro è quello di rendere pubblici tutti i dialoghi – , si fa riferimento alle posizioni di Nikolaou e Acerbi ("Occhio occhio, lì è buono"), poi si ammette di non vedere bene l’azione e si invita a tornare indietro con le immagini: "Questo è buono, ma là dobbiamo mettere la linea, aspetta. Dammi il recupero".

Breve pausa e si avverte un "Ok" in sottofondo fra le componenti di Var e Avar non diretto a Pairetto che però a quel punto convalida la rete e fa riprendere la partita anche se nella sala Var si sente ancora "La linea del 43, guarda quella" e poi l’esclamazione sorpresa: "Oh santo Dio, perché ha ripreso? No, no". Tra i 27 episodi finiti sotto la lente di ingrandimento ci sono anche quelli riguardanti Sampdoria-Genoa (il rigore finale per i rossoblù), Venezia-Bologna (il rigore concesso ai padroni di casa), Torino-Inter (il mancato rigore a Belotti), Milan-Spezia (il gol annullato Messias), Genoa-Juventus, Fiorentina-Roma (il rigore su Nico Gonzalez).

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