di Ilaria Checchi La Serie A è ricominciata e, dopo 18 mesi, gli stadi hanno riaperto i cancelli ai tifosi, tornati a riempire gli spalti dei match inaugurali di campionato. Il primo test sul buon funzionamento del protocollo di sicurezza messo in atto per riaccogliere il pubblico a San Siro 556 giorni dopo l’ultima volta (Inter-Napoli di Coppa Italia, 12 febbraio 2020), però, non è andato particolarmente bene: lunghissime code all’ingresso per la verifica del Green Pass, nessun posizionamento a "scacchiera" all’interno dello stadio (con un seggiolino vuoto tra un tifoso e l’altro) e, soprattutto, poche mascherine indossate dai presenti, in barba alle regole che non ammettono deroghe in tal senso. Ieri...

di Ilaria Checchi

La Serie A è ricominciata e, dopo 18 mesi, gli stadi hanno riaperto i cancelli ai tifosi, tornati a riempire gli spalti dei match inaugurali di campionato. Il primo test sul buon funzionamento del protocollo di sicurezza messo in atto per riaccogliere il pubblico a San Siro 556 giorni dopo l’ultima volta (Inter-Napoli di Coppa Italia, 12 febbraio 2020), però, non è andato particolarmente bene: lunghissime code all’ingresso per la verifica del Green Pass, nessun posizionamento a "scacchiera" all’interno dello stadio (con un seggiolino vuoto tra un tifoso e l’altro) e, soprattutto, poche mascherine indossate dai presenti, in barba alle regole che non ammettono deroghe in tal senso.

Ieri pomeriggio il piazzale antistante al Meazza ha iniziato a riempirsi già tre ore prima del fischio di inizio ma questo non ha impedito il formarsi di lunghe code che, benché ordinate, hanno rallentato di parecchio l’ingresso regolare dei tifosi, arrivati in oltre 27mila per assistere all’esordio dei Campioni di Italia in carica contro il Genoa. Vedere di nuovo bandiere sventolanti, baracchini e venditori gremire la piazza davanti a San Siro e risentire echeggiare i cori dopo tanti mesi è parso come un ritorno alla normalità, un passo avanti che però andava gestito sicuramente meglio: tanti, troppi i tifosi seduti vicini senza rispettare la famosa disposizione a scacchiera e pochi gli steward presenti a controllare il regolare uso della mascherina.

Sono stati centinaia i tifosi che hanno aspettato sotto il sole cocente il proprio turno con pazienza e, fortunatamente, non si sono registrati casi difficili da gestire o interventi particolari: dentro lo stadio, invece, molti spettatori non hanno rispettato il distanziamento e si sono assiepati sulle balaustre del primo o secondo anello per vedere più da vicino il riscaldamento prima del match e durante l’intervallo. Pochi, infine, i seggiolini lasciati liberi per permettere il distanziamento, dovuto al fatto che molti tifosi sono andati alla partita insieme ma, pur essendo congiunti o familiari, la posizione a scacchiera doveva essere comunque rispettata, cosa che non è avvenuta.

L’ingresso negli stadi per il 50% della capienza deve dunque seguire delle regole ben precise: mascherina obbligatoria, misurazione della temperatura prima dell’accesso ai tornelli di ingresso e, per i tifosi maggiori di 12 anni, l’esibizione obbligatoria del Green Pass assieme al biglietto, acquistabile unicamente online, nominativo e non cedibile, oltre a un documento di identità valido. Il primo esperimento e i relativi problemi accusati dovrà servire a tutti i club per organizzare meglio la gestione dell’intera macchina organizzativa trovando un sistema di monitoraggio più ferreo verso chi è restìo al rispetto delle regole.

Il ritorno dei tifosi è stato però un momento di gioia dopo mesi di lontananza e i rappresentati della Curva Nord, tornati a gremire il secondo anello verde, non hanno tardato a far sentire la propria voce e il proprio pensiero in merito ai recenti avvenimenti che hanno coinvolto l’ormai ex dirigente nerazzurro Gabriele Oriali. "Grazie Oriali, chi l’Inter ha sempre onorato da noi verrà eternamente osannato" lo striscione esposto dalla Curva Nord dedicato alla bandiera dell’Inter, sollevata dall’incarico negli scorsi giorni: l’addio ufficiale da parte della società è arrivato con una secca nota che non è piaciuta ai tifosi. Striscioni e cori sono stati dedicati anche a Giacinto Facchetti, dopo la recente polemica circa la gigantografia tolta dal centro sportivo delle giovanili.