{{IMG_SX}}Lucca, 2 marzo 2008  —  UNA MINACCIA, l’ennesima. Pesante e assai concreta, stavolta. Una busta contenente un proiettile è stata recapitata l’altra mattina all’abitazione del designatore arbitrale Pierluigi Collina, a Viareggio. La lettera, consegnata dal postino, è stata subito sequestrata dalla Digos che indaga su delega del procuratore capo di Lucca, il dottor Giuseppe Quattrocchi. Un segnale inquietante questo proiettile, "figlio" del clima sempre più avvelenato che ammorba ormai il mondo del pallone. L’autore delle minacce di morte, a quanto pare, imputa a Collina la scelta di arbitri che avrebbero sistematicamente danneggiato una determinata squadra. Di più è impossibile capirci, al momento.



L’INCHIESTA della magistratura sulle minacce al designatore arbitrale va avanti da tempo. Nessuno commenta in Procura. Bocche cucite anche in Questura. Da almeno tre mesi Collina (nella foto Ansa) è però costretto a viaggiare sotto scorta. I poliziotti seguono ogni suo movimento. Una misura precauzionale presa a dicembre dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Lucca. Le prime lettere anonime erano arrivate mesi addietro alla Federazione italiana giuoco calcio, a Roma: contenevano minacce, ma anche riferimenti molto precisi alla persona di Collina. Il comitato presieduto dal prefetto di Lucca, Carmelo Aronica, aveva preso molto sul serio quelle lettere minatorie, definite "pesanti e assolutamente attendibili", ritenendo concreta l’ipotesi che l’ex arbitro internazionale fosse l’obiettivo di qualche malintenzionato. Adesso ecco spuntare la busta con il proiettile. Ma è davvero la prima del genere? A Viareggio si vocifera che ne siano arrivate già altre. Di certo il gioco, se così lo si può definire, si fa sempre più duro e pericoloso, perché, come direbbe Amleto, c’è del metodo in questa follia. "Sono amareggiato da questa esperienza — aveva ammesso qualche tempo fa Pierluigi Collina — e credo lo sia il mondo del calcio. Avrei preferito non parlarne ma ormai è di dominio pubblico: dico solo che è qualcosa che fa riflettere...". Inutile dire che Collina va avanti nel suo lavoro con la maggiore serenità possibile (ieri era in tribuna a Pisa, ndr). Sempre sotto scorta, però.