Giuseppe Laganà a Rimini nel luglio 2015 durante la mostra di 'Cartoon Club'
Giuseppe Laganà a Rimini nel luglio 2015 durante la mostra di 'Cartoon Club'

Roma, 3 gennaio 2016 - Il mondo dell'animazione italiana e internazionale piange un grande autore come Giuseppe Maurizio Laganà, scomparso a Roma dopo una lunga malattia. Non scompaiono, però, il suo sorriso gentile e i frutti della sua grande creatività che lo ha collocato tra i protagonisti dei cartoon.

Nato a Milano (sulla sua data di nascita ha sempre mantenuto un curioso silenzio) e diplomato all'Accademia di Brera, giovanissimo cominciò a lavorare con Pierluigi De Mas, poi entrò nello studio di Bruno Bozzetto collaborando ai tre grandi successi, tre lungometraggi storici come "West & Soda" (1965), "Vip mio fratello superuomo" (1968), "Allegro non troppo" (1976). Con Bozzetto ha collaborato anche per la realizzazione delle serie del "Signor Rossi". La sua carrierà, poi, è stata un susseguirsi di successi come regista e produttore: con la sua "Animation Band" ha portato in animazione il personaggio di Lupo Alberto, creato da Silver (Guido Silvestri) in famosissime serie tv. Proprio Silver, su Twitter, ha voluto salutare Laganà "amico e collega di valore".

Laganà ha firmato la regia di serie tv come "Sandokan 2" (2000) e "L'ultimo dei Mohicani" (2003), ha fatto la regia di una sere ideata da Bozzetto come "Spaghetti Family". Ha firmato un successo internazionale come un lungometraggio sul coniglietto "Felix". Non solo animazione, però: Laganà è stato un artista della fantasia a tutto tondo, spaziando anche nell’illustrazione, nel fumetto e nella pubblicità. Ricercatore e innovatore si era cimentato già nei primi anni 'Ottanta con il 3D nel suo "Pixnocchio" con Guido Vanzetti.

Vincitore di numerosi premi in giro per il mondo, nel luglio 2015 Laganà era stato il grande protagonista di una mostra-omaggio a Rimini del festival “Cartoon Club” con “Sogni di tutti i colori e Cartoons”. Una grande (e meritata) soddisfazione, forse tardiva perché un autore come lui avrebbe meritato più riconoscimenti.

"Era una persona fantastica con cui lavorare -ricorda Bozzetto -  c'era il piacere, la gioia, l'allegria e mai un conflitto, uno screzio. Qualsiasi problema lo risolvevi sempre con lui, una persona signorile. Insomma, era bello lavorare con lui. Aveva una capacità artistica altissima, soprattutto per le scenografie a colori era un mago. Come regista aveva delle belle idee, un gusto personale particolare".

Per Maurizio Forestieri, regista e presidente di Asifa (l'associazione che riunisce gli autori italiani di animazione) "Laganà era una persona deliziosa sotto tutti i punti di vista. E' stato un grande regista si serie, ha firmato un sacco di grandi titoli. Se ne va un pezzo dell'animazione italiana. L'idea che non ci sia più è devastante molto dolorosa".

Sposato con Annita, Laganà lascia anche due figli piccoli Marco e Valentina "per lui fonte di felicità e di coraggio negli ultimi tempi", come ha scritto Alfio Bastiancich, esperto e produttore di animazione, amico di Laganà da molti anni. I funerali di Laganà si terranno martedì 5 gennaio alle 11 nella chiesa di San Pio V a Roma.