Pippo Baudo e Fabio Rovazzi
Pippo Baudo e Fabio Rovazzi

Sanremo, 20 dicembre 2018 - Doppio festival e la prova sono i due conduttori Pippo Baudo e Fabio Rovazzi delle due prime serate in diretta su Raiuno, oggi e domani, di Sanremo Giovani. Il giovane vecchio e il vecchio giovane, nel ruolo delle parti (quello che piace agli over 60 e quello che fa impazzire i bambini). Amarcord e visioni 3.0. Straripa Pippo al Casinò (fuori gira una gag in cui non fanno entrare Rovazzi). "Oggi ci sono troppi talent, è più difficile affermarsi – dice – Allora i giovani venivano solo qui. Sono fortunato perché ho scoperto personaggi come Andrea Bocelli, Giorgia, Carmen Consoli. Oggi ogni giorno c’è un talent, è difficile. Bisogna applaudire doppiamente questi coraggiosi ragazzi che hanno avuto la perseveranza di provare e tornare". Perché questa selezione finale è anche quella delle doppie chance, fra Amici, X Factor, The Voice e Area Sanremo. Lui e Rovazzi. "Quando faccio una battuta nei tuoi confronti non è irriverenza, ma stima. Ti prendo in giro perché ti voglio bene e mi sei simpatico, una forza importante del nuovo che avanza. E la differenza altimetrica è anche comica e divertente. Insieme siamo l’articolo il".

Il vicedirettore di Raiuno Claudio Fasulo riporta il discorso nel format nuovo del programma che porta due fra i 24 finalisti fra i Big del Festival. E avrà come ospiti stasera Rocco Papaleo, domani Marco Giallini ed Edoardo Leo. «Quella di Sanremo Giovani – dice – sarà una giuria televisiva, non solo elemento di spettacolo, ma anche parte fondamentale del voto. Sarà guidata da Luca Barbarossa, con Annalisa, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, più Fiorella Mannoia che inseguivamo da tempo». Teresa De Sanctis, che ricordiamo inviato al festival, ha portato il saluto del neo direttore da Roma a "un asset fondamentale per l’azienda. Un buongiorno a tutti e un abbraccio a Pippo Baudo che è parte della storia della Rai e parte importantissima nella storia di Sanremo. Ne hai condotti tanti – dice a Baudo – e hai inventato tu il Dopofestival. Il prossimo anno festeggeremo con grande gioia e onore i tuoi sessant’anni di carriera".

Imperiale il messaggio del direttore artistico Claudio Baglioni, a cui si deve la proposta della doppia settimana: "Il festival di Sanremo è il Colosseo della musica, ma non solo nel senso dell’arena degli spettacoli e delle sfide. Non c’è manifestazione più conosciuta e seguita in Italia. E lo stesso vale in tante altre parti del mondo dove vanta una fama che lo fa essere uno degli eventi e dei nomi davvero internazionali del nostro Paese". Sei di loro, i primi tre di ogni serata, avranno la possibilità di esibirsi in un tour che toccherà Tunisi, Tokyo, Sydney, Buenos Aires, Toronto, Barcellona e Bruxelles, negli istituti di cultura e nelle ambasciate e consolati italiani. "Quasi 50 anni fa, all’inizio della mia carriera – scrive Baglioni –, mi trovai a fare un giro di concerti in Polonia e Cecoslovacchia. Suonavo e cantavo con cinque musicisti miei coetanei. Qui, a parte amici e parenti, non ci conosceva nessuno. Là ottenemmo un grande successo. Ci chiamavano i Sanremo Six. I Sei di Sanremo. Dall’estero partì la mia avventura. Fate buon viaggio, ragazzi. Sarebbe una sfida ulteriore comunicare solo con la musica".

Rovazzi mette a fuoco il suo mondo: "I miei brani funzionano soprattutto con un video musicale e visto che se vado in tv cerco di parlare la lingua della televisione e non quella del web, come faccio al cinema, se dovessi portare un brano qui, dovrei tentare di comunicare solo con la musica. Ma non so se ce la farei". Modesto.