Italian singer Rocco Hunt performs on stage during the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston theater in Sanremo, Italy, 13 February 2016. The 66th Festival della Canzone Italiana runs from 09 to 13 February.    ANSA/CLAUDIO ONORATI
Italian singer Rocco Hunt performs on stage during the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston theater in Sanremo, Italy, 13 February 2016. The 66th Festival della Canzone Italiana runs from 09 to 13 February. ANSA/CLAUDIO ONORATI

dall'inviato PIERO DEGLI ANTONI

Sanremo, 14 febbraio 2016 - Come ha lavorato la giuria di qualità? Ci sono stati dissidi, incomprensioni, forse addirittura diverbi? Ce lo racconta Federico l'Olandese Volante (all'anagrafe Friedrick Van Stegeren), il dj che insieme con Fausto Brizzi, Paola Maugeri, Laura Valente, Nicoletta Mantovani, Massimilaino Pani, Valentina Correani, sotto la presidenza di Franz Di Cioccio,  ha contribuito a formare la classifica di Sanremo fino al penultimo stadio (la terna di finalisti).

"Abbiamo lavorato in armonia", racconta oggi. "Il capo era Franz Di Cioccio che ci ha subito fatto un discorso: 'Qui dobbiamo lavorare come una band. Tu fai questo, tu quest'altro...'. Ci siamo confrontati e più o meno tutti eravamo d'accordo nel portare avanti gli Stadio che rispettavano in qualche modo i parametri di una giuria di qualità, e poi anche Michielin e Caccamo-Iurato. Solo io ho cercato di sostenere degli artisti come Rocco Hunt e Clementino, sono dei giovani, dicevo, bisogna aiutarli. Ma gli altri non ne hanno voluto sapere". Nessun conflitto, dunque? "Solo al momento del pasto. Paola Maugeri è vegana e quando vedeva arrivare i panini imbottiti inorridiva. Cominciava a tenere delle filippiche terribili sugli animali morti. Allora per mangiare eravamo costretti a nasconderci". Con chi si è trovato più a suo agio? "Nicoletta Mantovani l'avevo conosciuta di sfuggita a un Pavarotti and friends. È una persona dolcissima e piacevolissima, ci ha raccontato un sacco di aneddoti su Pavarotti e di come il grande tenore andasse sempre in giro con 15 valigie, la metà delle quali era piena di prosciutti e salami, perché il maestro non si fidava  del cibo che gli davano gli americani".