Alexia
Alexia

Roma, 29 aprile 2015 - Cinque anni di lavoro silenzioso per produrre un album che la rispecchiasse davvero. Alexia, al secolo Alessia Aquilani, torna con 'Tu puoi se vuoi' e tanta voglia di rimettersi in gioco. "In realtà non ho mai smesso di fare musica. Il mio è stato un silenzio molto rumoroso", confessa l'artista spezzina che, nella sua carriera, ha venduto oltre cinque milioni di dischi, conquistandone otto d'oro e due di platino, oltre a una vittoria al Festival di Sanremo.

Perché sei stata così tanto lontana dalle scene?

"In questi cinque anni sono successe tante cose, compresa la mia seconda inaspettata gravidanza che mi ha piacevolmente impedito di dedicarmi solo al lavoro. Poi da parte mia c'è stata una grande voglia di riflettere: ho passato molto tempo ad ascoltare quello che girava sul mercato discografico. Facevo molta fatica a trovare un'affinità a quello che io ero e sentivo di essere. Ho deciso quindi di aspettare il momento opportuno per costruire questo nuovo progetto".

E cosa ti ha dato poi il via?

"La scintilla è scattata quando ho cominciato a scrivere nuovi brani e a fare live session con i musicisti della mia band. E' stato un po' come ritornare al passato quando dovevi suonare per scoprire il giusto sound, invece di dover ricorrere a un produttore e a un computer. Insieme a loro ho trovato la giusta dimensione per esprimermi ed esprimere quello che volevo dire. Non si può cantare qualcosa se non lo si sente dentro. E io ci tenevo a essere sincera anche perché in fondo in questo album racconto le mie emozioni. Il titolo 'Tu puoi se vuoi' vuole proprio sottolineare questa fatica, questa lotta per creare un prodotto che fosse davvero in sintonia con il mio stato d'animo".

Una scelta che tu hai voluto rappresentare anche sulla copertina del disco…

"Esatto. Sulla copertina ho voluto dare un'immagine di me molto semplice indossando solo un jeans e una maglietta bianca, concentrando invece tutta l'essenza di questo mio lavoro in un vistoso tatuaggio in cui sono raffigurate tante immagini. Da una pugilessa (nella quale mi identifico molto) che sconfigge un serpente, simbolo delle paure e delle sofferenze, a una cuore trafitto da una nota, che rappresenta la mia passione per la musica. Poi ci sono le iniziali dei membri della mia famiglia, un riferimento alla mia terra d'origine, oltre ovviamente al titolo dell'album".

Ma non è un vero tatuaggio?

"No (sorride)… Si tratta di un body painting". 

Nell'album ci sono dieci canzoni. Ce n'è una alla quale sei più affezionata?

"Non vorrei fare preferenze. Le amo tutte, ma sicuramente sono molto legata al singolo appena lanciato 'Il mondo non accetta le parole' e 'Prenditi la vita', più solare ma con un testo molto introspettivo".

Brani solo in italiano… Eppure tu in passato sei stata celebre anche per canzoni in inglese. Continuerai a scrivere solo nella nostra lingua?

"No, sto lavorando anche a progetti in lingua inglese che al momento sono in fase di costruzione ma questo disco sentivo di doverlo scrivere in italiano. Volevo dimostrare di riuscire a comunicare emozioni e trasmettere messaggi con parole mie. Poi in inglese canto continuamente perché i miei tour mi portano anche all'estero".

Tu hai dato una svolta alla tua carriera artistica con questo album cambiando manager e tutto il tuo team, come mai?

"Diciamo che ho deciso di prendermi le mie responsabilità e di crescere. Era doveroso. Prima ero un po' come una bambina che si affidava molto agli altri, ma per questo disco avevo bisogno di sentirmi libera di esprimermi senza ostacoli soprattutto di tipo psicologico".

In questa tua scelta può aver influito l'arrivo delle tue due bambine? Quanto ti ha cambiato la maternità?

"Molto. Intanto perché cresci improvvisamente e da figlia diventi tu a essere quella che si prende cura degli altri. Poi perché mi ha aiutato ad avere una vita più organizzata, infine ha acuito la mia sensibilità".

Oltre al disco, hai in programma anche un tour?

"Sì, stiamo allestendo le date dei concerti che porteremo in giro per tutta Italia e all'estero. Intanto a breve andrò in Bulgaria, a Sofia, per un festival".

Tanta carne al fuoco…

"Sono piacevolmente shakerata".

Recentemente una tua collega, dopo un lungo silenzio, ha deciso di rilanciarsi attraverso un talent show. Tu lo faresti?

"No, non credo. Sono stata cinque anni in silenzio dal punto di vista discografico perché sentivo di non avere nulla di interessante da dire, almeno per come lo intendevo io. Se voglio esibirmi, posso comunque farlo con il gruppo di musicisti con cui collaboro. Detto questo, tanto di cappello a chi ha il coraggio di mettersi in gioco in questo modo".

Un'ultima domanda: qual è il tuo rapporto con internet e i social network?

"Diciamo che ci sto lavorando. Ho da poco cambiato il mio sito rendendolo più interattivo e sono anche approdata su Facebook. Finora l'impatto è stato positivo, ma ho ancora molto da imparare".