Lorenzo Licitra, vincitore di X Factor 2017 (Lapresse)
Lorenzo Licitra, vincitore di X Factor 2017 (Lapresse)

Roma, 16 dicembre 2017 - I numeri. La finale più vista di sempre, 11,23 di share, 2.783.794 spettatori medi su SkyUno e +1, TV8 e Cielo, + 22 per cento rispetto al 2016, la seconda trasmissione più vista della televisione italiana e la prima nel target 15-54 con il 17, 74 di share. Tiriamo il fiato.

Lorenzo Licitra ha vinto X Factor 11 davanti a Maneskin, 53 a 47, dopo un momento di sostanziale parità, il voto generalista (due canali in chiaro e 8,5 milioni di preferenze) ha ribaltato i pronostici ma non stupito chi scrive. Lorenzo, 25 anni, di Ragusa ha studiato canto lirico ma ha trionfato sul campo del pop mentre sta uscendo il suo Ep di cover, prodotte da Lucio Fabbri, per Sony con l’inedito “In the Name of Love” scritto da Fortunato Zampaglione.

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«Sono ancora incredulo – ha detto ieri mattina – è difficilissimo spiegare questa cosa enorme, l’emozione di poter cantare al Forum, non andarci da spettatore. Ringrazio Mara Maionchi per l’umiltà, per avermi ricordato il rispetto per questo mestiere che è svegliarsi presto la mattina, lavorare duro, ascoltare e imparare». La spiegazione? «Penso di essere piaciuto a tutti, dai bambini i nonni».

Di certo prima ha studiato, dai 16 anni. «Mi sono diplomato lo scorso anno al Conservatorio di Piacenza, non ho musicisti in famiglia, mio padre è farmacista, mia madre fa altro. Mi diverto tantissimo a passare dal canto lirico al pop perché mi riesce naturale». Ma il lavoro è stato lungo e con un focus ben preciso. «Non abbiamo pensato all’estensione ma al timbro e abbiamo scelto con Mara brani conosciuti e in inglese, perché è un repertorio più neutro». Ma non perché il repertorio italiano non gli piaccia. «Mio padre mi ha fatto ascoltare Celentano, Battisti, De Andrè, che amo, sono un fan di Andrea Bocelli, ma non ho mai cantato le loro canzoni. C’è l’idea di cantare in italiano ma ci vorrà ancora del tempo perché bisogna fare un lavoro diverso sulla voce». Parliamo di lirica. «Amo Traviata e Tosca, sono un tenore con un timbro più vicino a Donizetti che a Puccini».

Rivela che i Maneskin, visibilmente sorpresi dal verdetto finale, «sono stati dopo molto carini, mi hanno detto: ha vinto chi ha meritato! Abbiamo festeggiato in albergo fino alle quattro con Nigiotti che mi chiedeva: com’è vincere X Factor? Poi sono stato con genitori, amici e parenti». 
 

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