Virna Lisi (Lapresse)
Virna Lisi (Lapresse)

ROMA, 18 dicembre 2014 - Il cinema italiano piange Virna Lisi, l'antidiva aristocratica e bellissima scomparsa oggi a 78 anni per un male incurabile che aveva scoperto di avere solo un mese fa. "Se ne è andata tranquillamente, nel sonno", testimonia il figlio Corrado.

L'italiana che conquistò Hollywood col suo fascino e che decise di fuggire dalla Mecca del cinema perché non accettava il ruolo di 'nuova Marilyn' con cui l'avevano scelta, assegnandole parti di bionda svampita e bambolona. Fu antidiva per antonomasia: sposò un solo uomo con cui visse per 53 anni fino alla sua scomparsa un anno fa e per lui rifiutò il corteggiamento di illustri colleghi (tra cui Frank Sinatra). 

I PREMI - Nonostante fosse un'antidiva aveva vinto tanto: sei Nastri d'argento e un Prix d'interprétation féminine a Cannes per la 'Regina Margot' due David di Donatello per le sue interpretazioni e altrettanti alla carriera

GLI INIZI - Nella prima metà degli anni Cinquanta, Virna Pierelisi, con lo pseudonimo di Virna Lisi, recita con dei ruoli di rilievo in numerosi film del genere strappalacrime, allora molto in voga, diretti da registi come Carlo Borghesio, Giorgio Pastina e Luigi Capuano.
Viene poi scritturata in commedie di successo come Le diciottenni di Mario Mattoli e Lo scapolo di Antonio Pietrangeli del 1955 con Alberto Sordi, mentre l'anno successivo riesce finalmente a dare prova anche delle sue capacità drammatiche in La donna del giorno, di Francesco Maselli. 
Due anni dopo proprio grazie a una pubblicità le arriva la grande popolarità: il dentifricio Chlorodont la scelse infatti per interpretare i propri sketch all'interno della storica rubrica televisiva Carosello, il cui slogan, con quella bocca può dire ciò che vuole, ottenne immediato successo e divenne un vero e proprio tormentone di quegli anni.

LA CARRIERA - Tra le ultime apparizioni televisive "Madre, aiutami", per la regia di Gianni Lepre nel 2014 ed "È la mia famiglia, serie Tv del 2015. Tra i film che hanno segnato la sua carriera "Luna nuova" (1955) di Luigi Capuano, "Lo scapolo" di Antonio Pietrangeli del 1955 con Alberto Sordi, "Le bambole" (1965) di Dino Risi, "La cicala" (1980) di Alberto Lattuada, "Sapore di mare" (1982) di Carlo Vanzina.

LA VITA - Il 25 aprile del 1960 Virna Lisi sposa l'architetto romano Franco Pesci (allora presidente dell'A.S. Roma) da cui ha avuto un figlio, Corrado, nato nel luglio del 1962 (che l'ha resa nonna di tre nipoti: Franco, nato nel 1993 ed i gemelli Federico e Riccardo, nati nel 2002) A seguito del matrimonio, l'attrice annuncia il suo ritiro dalle scene per dedicarsi alla famiglia, ma dopo un anno, spinta anche dal marito, torna in attività, ricominciando dalla televisione.

Dalla metà degli anni '70 cominciò a comparire anche in pellicole d'autore e uno dei suoi ruoli più significativi fu quello di Milena, la cassiera del bar per cui perde la testa il ragionier Bisigato, interpretato da Gastone Moschin, in Signore & signori (1966) di Pietro Germi, film premiato con la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1966.
Nello stesso periodo venne chiamata ad Hollywood, dove le major cinematografiche americane stavano cercando di lanciare una possibile erede di Marilyn Monroe; la Lisi firmò un prestigioso contratto in esclusiva di sette anni con la Paramount e si trasferì con il marito ed il figlio a Los Angeles.

Nel 1968 le fu assegnato il ruolo di protagonista per il film Barbarella diretto da Roger Vadim, ma Virna rifiutò d'interpretarlo e se ne tornò in Italia, rescindendo il contratto con la Paramount (per cui dovette pagare una cospicua penale) dopo appena tre anni e quattro film realizzati - con attori del calibro di Jack Lemmon (clicca sulla foto per vedere il video), Terry-Thomas, Frank Sinatra, George C. Scott e Tony Curtis - e il ruolo di protagonista di Barbarella fu assegnato a Jane Fonda. Nello stesso periodo rifiutò pure di apparire nuda sulla copertina di Playboy.
Questo fu inoltre il periodo in cui Frank Sinatra si innamorò dell'attrice, ma lei - sposata - rifiutò nettamente le sue avances.

IL RITORNO IN ITALIA - Tornata a Roma riprese a lavorare a pieno ritmo per un ventennio, alternando ruoli brillanti e drammatici, in vari film girati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna ed anche in alcune produzioni hollywoodiane girate in Europa. Lavorò con registi del calibro di Pasquale Festa Campanile, Stanley Kramer, Terence Young, Lucio Fulci, Liliana Cavani, Salvatore Samperi.

Nel 1980 la sua interpretazione più famosa in 'La cicala' di Alberto Lattuada: (clicca sulla foto per la gallery) questo film le valse un David di Donatello come migliore attrice protagonista conferitole per il ruolo di Wilma Malinverni, per sostenere il quale l'attrice jesina fu costretta ad ingrassare di sette chili. Durante gli anni '80 Virna Lisi fu molto attiva anche in televisione, dove prese parte a molti sceneggiati e telefilm della Rai diretti da Dino Risi, Alberto Lattuada, Luigi Magni e Giorgio Capitani. Negli anni '90 e Duemila lavorò ancora molto in televisione e al cinema dove nel 1994 ottenne grande successo nel ruolo di Caterina de' Medici nel film francese 'La Regina Margot di Patrice Chereau, tratto dal romanzo omonimo di Alexandre Dumas padre. Presentato al Festival di Cannes, ottenne il Premio della giuria e il Prix d'interpretation feminine, vinto proprio da Virna Lisi.

Per questo film fu candidata ai David di Donatello e vinse sia il Premio Cesar che il Nastro d'argento, in tutti e tre i casi concorrendo nella categoria riservata alla migliore attrice non protagonista. Nel 1996 tornò a recitare in Italia con un altro film tratto da un romanzo: questa volta un ruolo da protagonista in 'Va' dove ti porta il cuore' di Cristina Comencini, basato sul libro omonimo di Susanna Tamaro. Con la regista romana lavorò ancora negli ultimi due film cinematografici, 'Il più bel giorno della mia vita'(2002) e 'Latin Lover'.

IL NOME - Il nome di nascita di Virna Pieralisi, avrebbe dovuto essere Siria, ma all'anagrafe lo rifiutarono, poiché la Siria non era un paese alleato dell'Italia. Il padre inventò allora su due piedi il nome Virna, scoprendo solo dopo che era un nome realmente esistente