Giancarlo Tonelli, Alain Malraux, Osvaldo Panaro e Frédéric Lecomte-Dieu
Giancarlo Tonelli, Alain Malraux, Osvaldo Panaro e Frédéric Lecomte-Dieu

Bologna, 2 febbraio 2019 - Sarà davvero come intraprendere un viaggio nella vita dei Kennedy, la visita a Palazzo Belloni, dove si apre la mostra ‘The Kennedy Years’, curata da Frédéric Lecomte-Dieu, che dal 1995 lavora come biografo della famiglia. E, come ha sottolineato il condirettore de il Resto del Carlino, Beppe Boni, presentando la mostra che vede in QN-Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Il Telegrafo, i media partner: «Queste immagini raccontano una storia intima e politica ed è come guardare un film». 

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Sono in effetti tanti gli scatti che compongono l’allestimento (foto), oltre 350 foto provenienti dagli archivi Kennedy, che incrociano pubblico e privato, politica e costume, e regalano al pubblico un’immersione nelle atmosfere del nostalgico sogno americano in cui, assoluta protagonista, è la storia d’amore tra Jacqueline Lee Bouvier e John Fitzgerald Kennedy. La mostra realizzata in collaborazione con il JFK Museum di Boston, è pura narrazione anche grazie alle didascalie curate da Lecomte-Dieu e si può approfondire nel catalogo con oltre 110 fotografie della collezione.

«Sono 500 metri quadrati della mostra più importante da me realizzata sui Kennedy – spiega il curatore – con quasi 400 foto che partono dalla nascita della famiglia e proseguono coi tanti episodi di cui sono stati protagonisti». Poi un ricordo su Marisa Monti Riffeser, presidente di Monrif, scomparsa la scorsa settimana: «Ci tenevo a parlarvi della signora Riffeser – ha detto – che aveva molte similitudini con Jackie Kennedy, perché so che ha fatto tanto per la gente e mi sono accorto la settimana scorsa, a Milano, che quando si è saputo della sua scomparsa c’è stata una reazione di grande commozione da parte della gente. Credo proprio che abbiate perso una grande persona».

Il mito dei Kennedy aleggia sulla nostra città, dove l’arrivo di questa eccezionale mostra è stato partecipato da tante realtà (è arrivato anche il console generale degli Stati Uniti a Firenze Benjamin V. Wohlauer che ha espresso la sua soddisfazione nel veder rafforzarsi sempre di più «rapporti con partner importanti come il Resto del Carlino»), che hanno voluto sostenere l’occasione culturale. Ciicai, Car, Confcommercio, Galleria Cavour (dove verrà ospitata una parte della mostra con 10 immagini selezionate dal curatore che non sono in mostra a Palazzo Belloni e un talk su Jackie) sono sostenitori, il Comune, la Città Metropolitana e la Regione sono patrocinatori e Bologna Welcome, Monrif.net, Speed, Vivaticket e Cacciari, partner. «Confcommercio Ascom – spiega il direttore generale Giancarlo Tonelli – condivide e sostiene la rassegna di iniziative che, in questi anni, ha aperto le sale di Palazzo Belloni (via de’ Gombruti 13/a) alla città e questa mostra sarà capace di far rivivere un’epoca di cambiamenti così intensi da diventare oggetti d’arte». 

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Per Leopolda Sassoli de Bianchi «Galleria Cavour non poteva mancare all’appuntamento con la mostra che celebra un’icona dell’eleganza come la First Lady». E la pensa così anche Paola Pizzighini Benelli, che vede in Jackie «un’icona intramontabile di stile e di eleganza, gli stessi della Galleria». Trilli Zambonelli, titolare di Car, vede la partnership con Palazzo Belloni, «sempre più consolidata» e Stefano De Maria, direttore generale di Ciicai esprime il suo piacere nel sostenere la mostra «confermando la propria presenza a fianco delle grandi iniziative culturali». Andrea Cacciari, titolare di Cacciari Impianti, è entusiasta dell’esposizione «che attraverso una sapiente illuminazione valorizza il materiale esposto», mentre Osvaldo Panaro, capo del dipartimento Cultura del Comune, apprezza il percorso «che offre un’ampia visione su una storia americana così importante».