Emanuele Tondi, il sindaco geologo

Camerino (Macerata),10 aprile 2018- Lo chiamano anche di notte, il sindaco geologo. “Ha sentito, un’altra, ora che succede?”. Stamane, subito dopo la scossa di magnitudo  4.6 - epicentro sempre a  Muccia (Macerata), è così da un mese- , il calvario del sisma infinito ha fatto scrivere a più d'uno sui social: "Basta, voglio andare via da qui". Emanuele Tondi - primo cittadino a Camporotondo di Fiastrone e docente all’università di Camerino, nelle Marche devastate dal sisma del 2016 - ha provato a spiegare con parole e mappe quel che accadrà (video). Con la fama di chi, nonostante i limiti della scienza, aveva in qualche modo ‘previsto’ anche gli eventi di agosto di due anni fa. “Data la sua localizzazione - ha scritto il professore dopo la scossa di magnitudo 4 del 4 aprile -, può essere considerato un aftershock relativo ai forti terremoti di fine ottobre 2016. La sequenza sismica nel suo complesso è in diminuzione anche se per brevi periodi (di alcuni giorni) può riprendere attività sia in termini di frequenza che di intensità, in particolare alle sue terminazioni settentrionali (Muccia, Pievetorina, Monte Cavallo) e meridionali (Campotosto, Montereale, Capitignano). (...). La sequenza sismica potrà dirsi terminata nel momento in cui la sismicità dell’area tornerà ai livelli precedenti il 24 Agosto 2016. Sequenze associate a terremoti simili hanno avuto una durata anche di 2-3 anni”. Insomma il sindaco geologo tranquillizza senza banalizzare, e per questo riceve decine di grazie. La moglie, però, è lui stesso a raccontarlo sorridendo, va alla domanda delle domande: dobbiamo dormire fuori o no? Perché questo si chiede in rete la comunità dei terremotati del centro Italia. La gente si fa coraggio come può, condividere questo peso da ormai due anni fa sentire amici anche gli sconosciuti, da una parte all’altra delle 4 regioni. “Buon giorno, tutti giù dal letto?", scrive Egidio Bonifazi, la forza di carattere per non crollare. Sì, perché questa terra martoriata mescola le carte. Bonifazi vive a Pioraco, nel Maceratese, borgo segnato due volte, dal sisma e dalla strage di Rigopiano. Il figlio Emanuele aveva solo 30 anni, lavorava nel resort, è tra le 29 vittime dell’hotel cancellato dalla valanga il 18 gennaio 2017. “Se si abita in una casa a norma non c’è problema - prova a tranquillizzare Tondi -. Ormai in questa zona del cratere, il cratere quello vero, le persone vivono nelle casette di Stato o in edifici che non sono stati danneggiati dal terremoto del 2016. Se sono agibili è un buon test. Certo, nelle Sae hanno ceduto mensole e mobili, non deve succedere, chiederemo che siano rinforzate. Certo,  quel che è successo è un paradosso se pensiamo che nelle casette provvisorie non risultano danni. Eppure sono considerate fuorilegge".