Roma, 19 aprile 2019 - Se fosse ancora qui, ‘Giulietta’ avrebbe quasi 12 anni. Questo deve aver pensato Michela mentre le scoppiava il cuore e restava senza fiato, per quella lettera dell’Asl che di colpo l’ha riportata indietro, al 24 agosto 2016. La notte della grande botta nell’Italia centrale, quando il terremoto s’è portato via la sua bambina, risparmiando la più piccola, Giorgia. Ha letto e riletto quelle parole, "invito alla vaccinazione gratuita contro il Papillomavirus per i nati 2007", scritto in neretto, sotto quel nome che ogni giorno le martella in testa, con una fitta di dolore costante: "Rinaldo Giulia, Roma". Giulia, la sua Giulietta che non c’è più. E continua a sorridere, dando il volto alle campagne dell’associazione voluta dai genitori per aiutare i bambini, attivissima in questo periodo pasquale. Michela Sirianni Massaro, la mamma della piccola, quel giorno ha aperto la posta e si è sentita male. Il marito Fabio Rinaldo è corso da lei, lasciando il lavoro. Poi ha affidato la sua rabbia a un post su Facebook, che ha raccolto centinaia di condivisioni e commenti. Ma come, lo Stato non si fa vivo per tre anni, poi arriva una burocrazia cieca a spaccarti il cuore? Questo il senso delle sue parole.

"Ci hanno telefonato dall’Asl quel giorno stesso, per scusarsi – racconta il papà di Giulia con grande equilibrio –. Ci hanno anche invitato da loro, in ufficio. Si sono giustificati dicendo che la circoscrizione non aveva trasmesso la notizia". Eppure, ricorda la moglie, il certificato di morte era stato richiesto e ottenuto in pochi giorni. "Dovrebbe essere un caso unico, spero sia così - si preoccupa il marito -. Mi sono raccomandato, evitate cose del genere. Chi ha perso un figlio non vive tranquillo. Poi arriva una mazzata come questa...".

Il 24 agosto 2016 la famiglia era in vacanza nella casa dei nonni a Pescara del Tronto (Ascoli), il borgo marchigiano sbriciolato dalle scosse. È venuto giù tutto, i vigili del fuoco hanno cercato le sorelline sotto dodici metri di macerie. Mamma e papà sono rimasti feriti; Giulia è morta sul colpo; la sorellina Giorgia di 4 anni è stata portata in salvo dopo 17 ore. Tutta Italia ha nel cuore la storia delle bimbe. "Nel crollo il corpo di Giulia è finito sopra quello di Giorgia, me l’hanno spiegato i vigili del fuoco, ormai siamo diventati amici - svela il papà -. Così di fatto l’ha protetta, anche se non l’ha fatto consapevolmente, era una bambina, non ha avuto il tempo di reagire. I medici ci hanno detto che non ha sofferto, è andata via subito. La vera storia è questa". "Ciao piccola, ho solo dato una mano a tirarti fuori da quella prigione di macerie - scrisse sulla bara un soccorritore, commuovendo il Paese  -. Scusa se siamo arrivati tardi".  

Il biglietto del soccorritore Andrea

"Immensamente Giulia e gli angeli delle macerie" è il nome dell’associazione nata per aiutare "bambini in difficoltà, a scuola e negli ospedali, dove c’è bisogno - racconta Fabio -. Abbiamo donato un ecografo all’ospedale di Ascoli, rispondiamo alle segnalazioni. Giulia è la nostra forza. La piccolina ricorda tutto, ha sempre saputo la verità. Le abbiamo detto che la sorella è diventata un angioletto subito. Lei fa domande, ha voluto rivedere il paese". Ma Pescara del Tronto non esiste più. Resta l’amarezza nel cuore. "Francesco Pastorella dei comitati centro Italia si sta battendo molto per le famiglie dei bambini morti nel terremoto. Dallo Stato mi sarei aspettato almeno un telegramma di condoglianze. Qualcuno che scrivesse ci dispiace, vi siamo vicini. Mai avuto un segno. Poi l’altro giorno...".