Fiastra (Macerata), 14 febbraio 2018 - Desolazione, silenzio, macerie. Ma anche tenacia, amore, coraggio. I piccoli borghi del terremoto raccontano tutte queste cose insieme, a un anno e mezzo dal sisma che li ha piegati (e svuotati). Fiastra, Acquacanina (video), Bolognola: panorama mozzafiato, nell’incanto dei monti Sibillini. La bellezza si prende la rivincita ma il nostro viaggio è costellato di rovine. (video). Passi davanti a palazzi puntellati e senza vita. Poi incontri le donne di San Martino, a Fiastra, cocciute più del sisma. Chine sulle macchine da cucire, nel container che si devono far bastare come azienda. (video) .Due sorelle alla guida, Cristina e Marina Carucci. "È stata la prima attività a riaprire a Fiastra, tutto in regola", certifica il vicesindaco Sauro Scaficchia. Dice così anche perché poco lontano, addentrandosi oltre le rovine, c’è la casetta in legno di Peppina anzi Beppa, come la chiamano i vecchi da queste parti. La sua storia ha fatto il giro d’Italia. "Sfrattata a 95 anni dalla burocrazia che l'ha considerata abusiva", è stata la sintesi in cronaca. Questa terra possiede e trasmette una lentezza che affascina. Un patrimonio che il terremoto non è (ancora) riuscito a distruggere. Una sapienza che impone di prendere le cose con un altro ritmo. "Attenzione rallentare, in questo paese i bambini giocano ancora per strada": il Comune di Bolognola ha messo per iscritto l’invito in un cartello, lungo la strada che taglia il borgo. Pare di trovarsi nel paese dei balocchi. Invece è tutto vero. Come la trattoria ostinatamente aperta. O la storia del sindaco Cristina Gentili.  E' arrivata quassù per un atto d’amore, faceva la pubblicitaria e ha cambiato vita, per amministrare questo piccolissimo borgo, 121 votanti su 137 residenti quando è stata eletta, a giugno di due anni fa. Quassù, "da dove vediamo il mare e le navi da crociera, basta salire sulle piste a 1.400 metri d’altezza", ride. Ma non è questo oggi il record di Bolognola. Piuttosto sono i conti delle sette casette Sae (video). Trecentosessanta metri quadri di alloggi provvisori con vista sui monti ora innevati. Lavori di sbancamento e urbanizzazione così complessi che il conto finale è arrivato ai semila euro al metro quadro. Li ha calcolati, determine alla mano, Roberto Di Girolamo, ingegnere di Camerino. Spiega: «Più di 4.800 euro per i lavori di urbanizzazione. A questa cifra bisogna aggiungere il costo delle casette, 1.075 euro che diventano 1.200, se calcoliamo l’Iva». E restano sempre fuori espropri e ripristino. Il sindaco avverte: "Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per evitare le Sae, non ci siamo riusciti. Già è assurdo avere una sola tipologia di alloggi per tutte le latitudini, mare e monti". Oltre questa provvisorietà si riaffaccia sempre la stessa domanda: ma questi piccoli borghi saranno ricostruiti? "Dev'essere assolutamente così, sta ai sindaci riuscire ad ottenerlo a tutti i costi - tiene il punto Gentili -. Dobbiamo avere la forza di farci conoscere. Mia mamma era originaria di Bolognola. Un giorno ho trovato la voglia di mollare tutto il resto per scegliere la vita. Qui ognuno ha la possibilità di essere quel che è. Le strade, le comodità, la spesa? Se dici non ci vado perché non ci sono i servizi, alla fine i servizi non si danno perché la gente non c’è. Spero che altri s'innamorino di Bolognola com'è successo a me.  La mia casa è agibile, abito in paese.  Sì, è stata una scelta di vita radicale. L’unico pentimento? Non averlo fatto prima".