Piero Farabollini, commissario alla ricostruzione
Piero Farabollini, commissario alla ricostruzione

Roma, 3 settembre 2019 - Oggetto: “Sospensione efficacia ordinanze commissario straordinario osservate dalla Corte dei Conti”. L’informazione è arrivata il 30 agosto agli uffici ricostruzione di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Appena superato il terzo anniversario del terremoto 2016 con ben poco da festeggiare - gli sfollati sono sempre 50mila, finanziato meno del 4% degli interventi - arrivano richieste di chiarimento su alcuni testi chiave che si occupano fra l’altro di varianti, chiese, gare e dissesto. Il commissario Piero Farabollini però è ottimista. Chiarisce: “Sono congelate solo le ordinanze 85 e 86. Su altre due, la 80 e la 84, è in corso una verifica su importi e priorità. Ma non si blocca nulla. Siamo già pronti con le correzioni richieste”. Eppure si doveva snellire la burocrazia, per riprendere l’espressione ripetuta più o meno da tutti i commissari, tre fino ad oggi, che si sono succeduti dal 24 agosto 2016. Roberto Di Girolamo, ingegnere di Camerino che guida la pattuglia dei tecnici arrabbiati, ha messo in fila: “Sono state pubblicate 86 ordinanze per 1400 pagine di norme, a cui vanno aggiunte le oltre 800 pagine delle norme tecniche per le costruzioni e relativa circolare esplicativa. E solo il 3,7% degli interventi sono stati finanziati. Tutto fermo, tutto bloccato dalla carta e dalla burocrazia, tutto bloccato dalla paura di sbagliare una crocetta. La ricostruzione non parte perché mancano tre parole fondamentali: programmazione, pianificazione, visione/strategia”. Farabollini rilancia: “La norma è ordinaria, non speciale, questo è il problema. Ho chiesto di cambiare fin dall’inizio del mandato”. Che scade il 31 dicembre. Si aspetta di essere prorogato? "Svolgo il mio lavoro con coscienza - è tranquillo -. Se ritengono che abbia fatto bene, la conferma sarà automatica. Altrimenti ritornerò dov’ero”. A fare il geologo.