Giosiana Delle Cese
Giosiana Delle Cese

Roma, 14 marzo 2021 - Vive in una casa - quasi finita - a prova di scosse, in acciaio e cemento precompresso. Paga il mutuo su quella e anche sull'appartamento distrutto dal terremoto del 2016. Giosiana Delle Cese, insegnante a Cascia (Perugia), non riceve più gli aiuti dello Stato e da un anno aspetta di capire perché.

Racconta: "L'appartamento dove abitavo  è stato distrutto dalle scosse di terremoto,  in classe E, proprio da demolire. Non ho preso la casetta, ho optato per il Cas, che ho percepito dal 2016 fino all'estate del 2020. Cinquecento euro per il nucleo familiare. All'inizio volevo andare via, ero arrivata qui per lavoro, insegno all'istituto professionale. Mi sono fatta convincere a restare dal mio compagno".  Con il desiderio di ripartire, "abbiamo acquistato un terreno dopo il terremoto, quindi iniziato i lavori di sbancamento e contattato una ditta per realizzare una casa in acciaio. La  decisione l'abbiamo presa dopo l'uscita dell'ordinanza". C'era quella clausola rassicurante:  chiunque avesse acquistato casa entro dodici mesi o provveduto a far costruire un'abitazione, avrebbe avuto un contributo forfettario. "Chiaro - spiega l'insegnante -, non abbiamo deciso  basandoci unicamente su quello. Perché ci sarebbero spettati 18mila euro, mentre il mutuo è di 200mila. Ma tra il Cas che avevo percepito per 4 anni e questo era comunque un aiuto. Quindi ho deciso di rimanere, di fare questo investimento". Solo che alla fine quell'aiuto è venuto a mancare. "A luglio non ho più ricevuto il Cas e nemmeno è arrivato il contributo. Ho chiesto spiegazioni in Comune. Mi hanno risposto, stiamo valutando, stiamo chiedendo chiarimenti... Nessuno mi ha chiarito la motivazione, così mi sono rivolta a un avvocato. Oggi viviamo nella casa nuova, realizzata in  acciaio e cemento armato precompresso. Ci abitiamo anche se non è finita. Abbiamo lasciato indietro una stanza, gli esterni.  Pago il mutuo, con lo stipendio. Anzi, ne pago due, c'è anche quello sulla casa terremotata, l'appartamento da demolire". L'avvocato Federico Altieri chiarisce: "Se lo sfollato nel frattempo vive in una casa idonea, perde il diritto al Cas, così stabilisce l'ordinanza. Che però prevede una cifra forfettaria, corrispondente a tre annualità di contributo, per chi abbia realizzato un'abitazione nei 12 mesi successivi all'uscita del testo. E su questo aspettiamo ancora una risposta. La richiesta è stata protocollata a marzo 2020. Abbiamo chiesto riscontro formale al Comune. Comprensibile che un centro piccolo come Cascia abbia difficoltà, la materia è complessa. E rimanda alla Protezione civile".