La poesia postata da Michela per la figlioletta Giulia
La poesia postata da Michela per la figlioletta Giulia

Roma, 24 agosto 2019 - Le ore sono scandite da sentimenti che si accavallano. Disperazione, ricordi, amore, gratitudine. Il dolore senza fine per chi è andato via, lo stupore per chi è rimasto con te, un miracolo. Succede ogni giorno, non solo oggi che è l’anniversario. Michela Sirianni Massaro e Fabio Rinaldo hanno vissuto tutto. Nel terremoto del 24 agosto 2016 hanno perso la figlioletta Giulia di 9 anni, sono scampati alle scosse con la piccola Giorgia, che a 4 anni è rimasta per diciassette ore sotto le macerie a Pescara del Tronto, nella casa dei nonni, prima di essere liberata dai vigili del fuoco. Un giorno, erano ancora all’ospedale, mamma e papà hanno deciso di trasformare quel macigno in amore. Hanno fondato un’associazione, ‘Immensamente Giulia. Gli angeli delle macerie’, e da allora distribuiscono sostegno morale e aiuti economici. Ospedali, chiese, case famiglia, studenti: è lungo l’elenco della solidarietà. Che passa da iniziative, spesso insieme ai genitori di Giordano Ciarpella e alla mamma di Arianna Masciarelli. Anche loro hanno deciso di impegnarsi per gli altri dopo la morte dei figli, avevano 4 anni e 15. Anche loro hanno fondato onlus e si prendono a cuore chi è ignorato dalle istituzioni. 


FABIO Rinaldo e la moglie non hanno partecipato neanche quest’anno alla veglia di Pescara del Tronto. “Per noi il 24 agosto è tutti i giorni, andare lì non ha senso – dice chiaro lui –. Sì, Giorgia l’abbiamo riportata al paese. Era il periodo di Pasqua, eravamo andati per la vendita delle uova con il banchetto dell’associazione. Al ritorno è stata una richiesta sua, ha fatto domande. Noi cerchiamo di farla vivere serenamente. Questo è il nostro impegno quotidiano. Lei ricorda tutto, anche della casa della nonna. Ma non ha mai scritto niente, nemmeno ha mai fatto disegni. Con la sorella vivevano in simbiosi, le manca. Le manda i baci, le dà la buona notte. Parla molto di quel che è successo. Anche a scuola, con la maestra. Fa domande a noi ma soprattutto ha bisogno di far sapere le cose agli altri”.


SONO ormai tante, le tappe del bene nella storia di Immensamente Giulia. Il papà della bimba elenca quelle che si ricorda meglio. “Abbiamo aiutato case famiglia. Abbiamo donato un climatizzatore a una chiesa, giochi per bambini a un’altra. Un ecografo portatile all’ospedale di Ascoli. Per un anno abbiamo pagato gli studi a un ragazzo terremotato, nel Maceratese. Come scegliamo i casi? O c’indirizzano amici e conoscenti, oppure li cerchiamo noi. Ma la maggior parte delle volte l'incontro avviene attraverso le conoscenze. Non diamo soldi così, cerchiamo di approfondire sempre le storie. Teniamo viva la memoria di Giulia e nello stesso tempo aiutiamo i bambini in difficoltà. È una cosa che fa stare bene anche noi, una scelta che abbiamo fatto con Michela quando ancora eravamo all’ospedale.  All’inizio non era per far vedere qualcosa alle istituzioni. Oggi è anche per questo. Vogliamo dimostrare che basta veramente poco per aiutare le persone. Lo Stato non ci ha mandato neanche un telegramma. Ma invece si è fatto vivo per la vaccinazione della nostra piccola che non c’è più. Da questo ti accorgi che siamo semplicemente numeri".