Francesco Pastorella, l'amico che ha riportato a casa la medaglietta di Giulia
Francesco Pastorella, l'amico che ha riportato a casa la medaglietta di Giulia

Roma, 8 maggio 2019  - "Angelo mio, sei tornata da me», gioisce Fabio Rinaldo, al collo finalmente la medaglietta con il ritratto della sua Giulia,  morta a 9 anni nel terremoto a Pescara del Tronto. Non si separava mai da quel cuoricino d’oro, in rilievo il volto della bambina, sorridente. L’aveva perso sabato, l’ha ritrovato due giorni dopo per una sua intuizione. Intanto la storia ha commosso l’Italia, in 50mila l’hanno condivisa su Facebook, dopo l’appello accorato del papà. Lunedì pomeriggio, ripensando a tutti gli spostamenti, Fabio ha avuto l’idea di telefonare al paninaro di Cotilia, sulla Salaria, dove si era fermato a mangiare con la moglie Michela, tornando da Amatrice. Ora ne è certo: "Quel pensiero mi è arrivato da Giulia, lo so". Aspettava di passare a riprendere la medaglietta sabato, libero dal lavoro. Invece un amico – lui lo chiama "fratello" – l’ha anticipato, in questa storia non poteva mancare un altro slancio del cuore. Francesco Pastorella, terremotato e fino a pochi giorni fa a capo del coordinamento dei comitati 2016, si è offerto di riportare a casa il sorriso di ‘Giulietta’. A dimostrazione che la solidarietà da virtuale può trasformarsi in gesti concreti, se è ispirata da rapporti umani veri. "Avevamo il terrore di perdere il ciondolo – racconta al telefono Enzo Crosti, il titolare del chiosco –. L’abbiamo messo da parte, come tutte  le volte che ci è capitato di ritrovare qualcosa. Ora che ci penso: ho riconsegnato un paio d’occhiali a una signora dopo tantissimi anni. Lei è rimasta senza parole, era l’ultimo regalo che le aveva fatto il marito prima di morire. La medaglietta l’ha trovata mia moglie Roberta, la sera, facendo le pulizie". Cuore di mamma. Come quello di Michela, ancora incredula: "Cinquantamila persone ci sono state accanto e ci hanno dedicato un minuto del loro tempo. Ancora non ci posso pensare. Per me questo è un messaggio che ci manda Giulia, di gente buona ce n’è tanta nel mondo. Bisogna solo essere umili in tutto quello che si dice e si fa". Lei e il marito sono abituati a lavorare per gli altri, lo fanno con una onlus che porta il nome della loro bimba. "Mi avevano contattato anche gruppi che lavorano con il metal detector, un ex poliziotto era pronto a far partire una squadra – confida Fabio –. L’ho fermato, grazie, l’abbiamo trovata. Abbiamo ricevuto un affetto che non immaginavamo. Speravo in qualche condivisione, ma non così...".

 

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