Camerino (Macerata), aprile 2018 - Se anche uno avesse visto il terremoto da lontano, senza visitare i borghi cancellati o colpiti al cuore dal sisma del 2016, dovrebbe farsi convincere dai calcoli. Ad esempio dalle richieste allo Stato di casette e contributo di autonoma sistemazione per l’affitto, numeri da mettere in relazione ai residenti di ogni comune per arrivare a capire quanti sono davvero gli sfollati. A fare la classifica ci ha pensato Roberto Di Girolamo, ingegnere camerte, aggettivo dal sapore antico che definisce chi vive a Camerino, cittadina bella come un quadro del Rinascimento, già glorioso ducato e stato indipendente, oggi massacrata dal terremoto. I grafici elaborati dall'ingegnere su dati dell'Istat (ultimo censimento del 2011) e della Regione Marche, mettono in chiaro che c’è una distinzione profonda fra i 138 comuni del cratere sismico, di sicuro una classifica tra gli 85 di quello marchigiano. Ci sono paesi distrutti, altri molto danneggiati, poi c'è la fascia di quelli che per fortuna devono contare solo danni lievi. Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera (Macerata), chiede dall’inizio di adottare le tre ‘fasce’ usate da Giuseppe Zamberletti nel ’76 per il devastante terremoto del Friuli. L’appello è stato raccolto da molti colleghi e respinto da altri, tra le polemiche. «Una divisione che non aiuta nessuno», chiosa De Girolamo. E fa parlare i numeri (video).