Rocca Pietore (Belluno), novembre 2018 - Vi portiamo in viaggio nel cuore ferito delle Dolomiti bellunesi, nei borghi che tutto il mondo c’invidia, devastati dalla furia della tempesta, ovunque ti vengono incontro alberi abbattuti, sradicati  da una forza sovrumana. Nel disastro, colpiscono la dignità delle persone e la generosità dei volontari, in arrivo da tutta Italia (video). Le squadre lavorano senza sosta, il meteo torna a fare paura. La gente prova a sorridere, c’è la signora che prepara un caffè bollente per tutti, due ragazze offrono tè e bomboloni, aprono il vassoio e l’odore buono delle paste appena sfornate rimette di buonumore. Tutti qui danno una mano, con o senza le pettorine e le sigle. E' all'opera senza sosta l'Italia che funziona, dopo i disastri. Mas, Stanga, La Valle Agordina, Alleghe, Agordo, su su fino a Rocca Pietore (video), il cuore della devastazione, quando arriva la notte il buio è totale, solo il palazzo del Comune resta illuminato, grazie a un generatore. Le squadre dei tecnici lavorano a marce forzate sulle linee elettriche, ci sono ancora alberi pericolanti da abbattere (video). Ecco, quel patrimonio inestimabile delle Dolomiti preoccupa il governatore del Veneto, Luca Zaia. Centomila ettari di foreste distrutte, “15-20 milioni di alberi”, dà la misura del disastro. Bisogna fare alla svelta. con “la messa in sicurezza, il recupero di condizioni normali di vita", ripete Zaia pensando a chi ancora vive senza luce e senz'acqua. "Poi si dovrà intervenire in maniera pesante sulle infrastrutture - chiarisce -. L’emergenza grandissima è quella dei boschi, quel legno ha un valore. Ancora per alcuni mesi, poi diventa un rifiuto. E diventa un problema lo smaltimento. Se finisce sotto la neve, fino a maggio non lo vediamo più”. Quindi con l’inverno alle porte, si apre una corsa contro il tempo. “Siamo in attesa dell’ordinanza di Protezione civile, fondamentale avere norme molto rapide - chiede il governatore -. Il 60% di quel legno è su patrimonio pubblico. E' tutto molto complicato". Parla quasi da prossimo commissario, figura che dovrebbe essere nominata entro una settimana-dieci giorni. Zaia si limita a commentare: “Di solito tocca al presidente di Regione”.