Laura Battiloro e Marianna Nappo
Laura Battiloro e Marianna Nappo

Roma, 4 gennaio 2021 - La colonna sonora delle stragi ha il volto di due giovani donne. Marianna Nappo, 25 anni, pianista napoletana, ha tentato anche la strada di  Sanremo con il suo ‘Tra poche ore’, canzone straziante sulla tragedia di Rigopiano (Pescara). Un omaggio alle 29 vittime, lo spunto è arrivato dalla storia di Cecilia Martella, che quando è morta aveva un anno in meno dell’autrice e tanti sogni, faceva l’estetista nel resort ai piedi del Gran Sasso. Era lì come gli altri, per seguire la sua strada. Non è mai tornata a casa dalla mamma Angela e dal papà Marcello, professore di musica nel conservatorio di Avellino dove Marianna Nappo si è laureata. Legami. Come quelli che crea la musica. Un’altra giovane artista napoletana nel 2019 aveva messo in versi il dolore per la strage del ponte Morandi a Genova. "Una canzone per un addio, per non dimenticare", la presenta sull'account Facebook. Si chiama Laura Battiloro, è la sorella maggiore di Giovanni, morto con i tre amici Matteo Bertonati, Antonio Stanzione, e Gerardo Esposito: avevano tutti tra 26 e 29 anni, stavano andando in vacanza. Pesantissimo il conto di quella strage: 43 morti. 'Piove sulla mia anima', dice la canzone, Laura è la coautrice con Felice Iovino. Anche loro hanno tentato la strada di Sanremo. Anche  loro non sono riusciti. "Sappiamo entrambi che era raro, amore puro amore raro... Ci sarai tutte le volte che ti penso".

"Sono bianche queste strade, tutto è diventato neve",  canta Marianna Nappo, perché la provinciale bloccata quel 18 gennaio di quattro anni fa condannò a morte 29 persone nel resort di Rigopiano, sul Gran Sasso d'Abruzzo.

Marianna Nappo

"In Conservatorio abbiamo vissuto i giorni dell'attesa, quando le vittime erano ancora sotto la neve e non si sapeva nulla - ripensa l'artista -. Ho ascoltato i racconti,  ricordo le foto che  Cecilia aveva messo sui social, mi ha colpito vedere che la neve superava l'altezza dei lampioni". Cosa vorrebbe che comunicasse  questo brano?  "Il ricordo delle vittime, i loro sogni. L'amore per quelle persone che non ce l'hanno fatta". "Va tutto bene, vedrai che passerà tra poche ore...", dice un verso. Erano tutti in  attesa dei soccorsi che non arrivarono, "il rumore più assordante è non sentire".

L'arte per sublimare la sofferenza,  oltre tutte le polemiche. Come la canzone per Genova, "Piove sulla mia anima". Piove come quel giorno, il 14 agosto 2018, quando il ponte crollò e spazzò via tutto. 

Laura Battiloro

"Mi sono messa nei panni delle altre ragazze, le  sorelle degli amici di Giovanni - confida Laura -. Tutte eravamo alla ricerca di una chiave per dare sfogo al dolore". Una di loro, Leri Bertonati,  ha scritto: la vera giustizia io la chiamo coscienza, quella che farà perdere il sonno.   Le vittime del ponte Morandi sono state dimenticate? "Si è tentato di farlo - riconosce Laura -. Ma quel giorno a Genova sono morti i figli dell'Italia intera, non sarà possibile. L'obiettivo di noi famiglie è questo". C'è però una parte luminosa, come in tutti i disastri, sono i soccorritori. "Ho fatto di tutto per incontrarli, ci siamo conosciuti a ottobre 2019, sono venuti a Torre del Greco, abbiamo passato una giornata assieme, c'erano anche  le altre sorelle. Volevo sapere, volevo ringraziarli, sono i vigili del fuoco di Pistoia". La canzone si chiude con l'ultimo video di Giovanni, che di mestiere faceva il giornalista, l'hanno trovato nella sua go-pro. Si vedono i ragazzi in viaggio, lui sorride e fa un segno con il pollice alzato per dire: va tutto bene.