Rigopiano, così le famiglie ricordano le 29 vittime
Rigopiano, così le famiglie ricordano le 29 vittime

Rigopiano (Pescara), 18 aprile 2020. Trentanove mesi dopo il dolore non si attenua ma si trasforma, diventa quello di tutti "per la perdita delle persone care colpite da questa devastante pandemia". Il comitato vittime di Rigopiano dedica il ricordo di un giorno tragico ai morti del Coronavirus.  Nei tempi drammatici che stiamo vivendo è ancora più difficile mantenere vivo il ricordo di quella strage, perché tutto è travolto. Era il 18 gennaio 2017 quando una slavina travolse l'hotel sul Gran Sasso e si portò via 29 vite. Coppie di fidanzati o sposi sorpresi dalla morte mentre erano seduti nella hall, in attesa dei soccorsi. Lavoratori dell'hotel che si facevano in quattro per assistere gli ospiti e mettere a tacere quell'inqueitudine che con il passare delle ore si trasformava in ansia. Non sarebbe arrivato nessuno a liberarli da quella trappola.  "Anche noi - scrivono le famiglie in un volantino pubblicato su Facebook - portiamo questa enorme sofferenza che non ci ha permesso di abbracciare, salutare, stringere i nostri angeli negli ultimi istanti di vita. Speriamo e preghiamo che tutti insieme vivano negli orizzonti senza fine dove si è assorbiti dalla luce di Dio". 

 

Le 29 vittime di RigopianoLe parole sono scritte in calce a  cuore rosa che tiene insieme le foto delle 29 vittime. I papà  le mamme i figli e i fratelli di Rigopiano confidano che in questi mesi di serrata la cosa che è mancata di più è stata la visita al cimitero. Già, anche questo è diventato un privilegio. Oggi che è anche vietato piangere i morti accompagnandoli al camposanto.