Rigopiano, si rischia l'ennesimo rinvio al processo
Rigopiano, si rischia l'ennesimo rinvio al processo


Pescara, 14 giugno 2021 - Per il processo di Rigopiano si rischia  il dodicesimo rinvio in quasi due anni. "L'udienza  è stata fissata per il 25. Ma proprio per quel giorno e il  precedente l'Unione Camere penali ha indetto l'astensione dalle udienze", fa sapere Camillo Graziano, l'avvocato di Alessio Feniello, il papà di Stefano, una delle 29 vittime, prima condannato e poi assolto per aver portato un mazzo di fiori tra le rovine dell'hotel, violando i sigilli. Il legale lancia un appello ai difensori dei 25 imputati: "Rinuncino all'astensione. Perché così è troppo. Basta che uno di loro mandi un fax per dire che fa sciopero e il giudice è tenuto a rinviare l'udienza. Se dovesse accadere,  mi auguro almeno che si vada al venerdì successivo".

Strage dimenticata

A quattro anni e mezzo dalla strage - era il 18 gennaio 2017 quando una valanga seppellì il resort ai piedi del Gran Sasso -  "ancora non abbiamo cominciato a parlare di Rigopiano - denuncia Graziano -. Perché sino ad oggi ci siamo occupati di atti preliminari, di periti, di riunificazione dei procedimenti, quello principale e l'altro per depistaggio... Qualche sera fa a cena un amico mi ha chiesto, a che punto è il processo, avete finito? Veramente non abbiamo ancora iniziato, gli ho risposto". Paradossalmente, all'origine dello sciopero c'è la storia di un'altra strage, quella della funivia Stresa-Mottarone, famiglie distrutte e un bilancio pesantissimo, 14 mortiLe Camere penali hanno deciso infatti la protesta dopo che è stata sostituita in corso d'opera Donatella Banci Buonamici, il gip che si occupava dell'inchiesta sull'incidente  e aveva scarcerato i tre indagati (due liberi, uno ai domiciliari). Ma sul 25 grava anche un'altra incognita. Il difensore di un imputato ha preannunciato infatti la presentazione di nuovo materiale. Per lo stesso motivo era stato deciso un ennesimo rinvio il 21 maggio.  Quando  il Comitato vittime di Rigopiano, incassata la delusione, guardava fiducioso al futuro e scriveva: "Piano piano tutti gli sforzi, i sacrifici e le attese di 4 anni di dolore e speranza nella giustizia stanno per volgere al termine. Dalla prossima udienza si saprà il destino di questo processo, degli imputati, dei colpevoli e di quelle famiglie che non hanno mai smesso di credere nella giustizia per i propri  cari" . Quel giorno "erano state presentate consulenze da alcuni imputati che necessitavano di tempo per essere valutate", spiega l'avvocato Graziano.  Uno schema che si potrebbe ripresentare. In tutto questo tempo hanno pesato soprattutto la burocrazia e le regole di sicurezza imposte dal Covid. Così è tutto ancora in alto mare. Nel dolore immutato delle famiglie. Amareggiato Marcello Martella, che nella strage ha perso la figlia Cecilia, appena 24enne: "E' l'ennesima presa in giro, fin dall'inizio era stato promesso un calendario delle udienze che invece non c'è mai stato. Tutti i parenti delle vittime hanno lo stesso sentore, non vedono  una reale volontà di voler affrontare il processo. Ci stiamo girando intorno".