Roma, 1 gennaio 2019 - Quando ci si arriverà, sarà un processo ‘materialmente' molto complesso. Ne è convinto Romolo Reboa, romano, legale di 4 famiglie di Rigopiano. Spiega: “Ho fatto una stima, noi avvocati saremo almeno 150. Vuol dire che ogni volta solo l’appello durerà un’ora, un’ora e un quarto. Sarà un dibattimento terribilmente faticoso, con un grande dispendio di energie professionali. Se avrà ritmi da maxi-processo, vuol dire che un professionista dovrà stare lì tutti i giorni” (Video). Reboa - che ha un’esperienza più che trentennale -, considera “improbabile” che alla fine, in caso di condanna, qualcuno finisca in carcere. “Si tratta di reati colposi e parliamo di persone senza precedenti penali”, è la sua analisi. Il filone più tosto appare fin da ora quello civile, dei risarcimenti. “Se saranno accertate responsabilità - prevede -, il Comune di Farindola andrà in dissesto finanziario. E sarà un problema per la Provincia di Pescara. Vediamo poi come finiranno gli accertamenti su  Regione e presidenza del Consiglio-Protezione civile. Lo scandalo è che ad oggi nessuno abbia fatto un intervento normativo di sostegno. Avrebbero potuto intervenire la Regione Abruzzo o il Parlamento... Così come c’è stata la legge Viareggio... Oggi queste persone devono affrontare da sole il problema della difesa. Parliamo di 29 famiglie che si pagheranno gli avvocati o finiranno in mano agli speculatori delle assicurazioni, o di legali che affronteranno un processo così faticoso pro bono”, in altre parole gratuitamente. Angela Spezialetti, la mamma di Cecilia Martella, una delle 29 vittime, ha dichiarato: saremo pazienti fino alla giustizia. Avvocato, cosa si aspetta dall'aula? "Di arrivarci, alla giustizia. Penale e civile. Sarà più facile quella civile. Mi viene in mente Edoardo (De Carlo, ndr), che è rimasto orfano. E sto parlando di qualcuno che non assisto. Mi chiedo: quanti sono i consiglieri regionali abruzzesi? Nessuno di loro ha pensato, mettiamo un mese di stipendio per quel bimbo rimasto senza genitori, che poi non è una grossa fatica. Sono stato tra quelli che non si sono opposti alla richiesta di archiviazione per i politici della Regione, in particolare per gli ultimi tre governatori. Ho ritenuto che non vi fossero i presupposti per l’esercizio dell’azione penale. Ma D’Alfonso, presidente di una Regione che per vent'anni non ha fatto la carta delle valanghe, avrebbe dovuto darsi da fare per arrivare a una legge regionale che stabilisse un contributo straordinario per le famiglie delle vittime. Invece non si è fatto niente“.  La presenza in aula delle famiglie che conseguenze avrà? "Sicuramente è un fatto positivo - commenta il legale -. Purtroppo un processo è come una partita. Se la giochi in casa con il tuo pubblico, qualche possibilità in più ce l'hai".