I familiari delle 29 vittime
I familiari delle 29 vittime

Pescara, 4 luglio 2020 - “Vicenda delicata e complessa”, premette Angelo Mariano Bozza, presidente del tribunale di Pescara, alla domanda: ma cosa succederà il 10 luglio? Si terrà finalmente l’udienza preliminare di Rigopiano, dopo sette rinvii in un anno? “Lunedì ci riuniremo con il ministero e vedremo il da farsi”, fa sapere Bozza. Osserva: “Non siamo in una situazione normale, alcuni tribunali sono ancora chiusi. Noi abbiamo aperto, mi sono assunto anche una responsabilità. Distanziamento, mascherine, controllo della temperatura. Ma non è una situazione facile”.
C'è un evidente problema di spazio, in conflitto con le regole di sicurezza imposte dal Covid. L’aula 1 del tribunale  non bastava già in tempi ordinari a ospitare tutti i protagonisti, tra 150 e 200 persone, anche se il presidente ne mette in conto  260. Per questo il 4 maggio, in tempi utili, l’avvocato Romolo Reboa - che difende le famiglie di quattro  vittime - aveva sollevato il problema, ottenendo dal sindaco Carlo Masci la disponibilità di un palazzetto dello Sport. Quindi l’udienza potrebbe tenersi lì?  “Semplice, no - obietta il presidente del tribunale -. Come potremmo avere il tempo di fare la comunicazione alle parti? Ci sono alternative, adottate anche da altri uffici. Valuteremo se sarà possibile utilizzare più aule in contemporanea, collegate da maxi schermi”. Ribadisce Bozza: “Parliamo di oltre 260 persone. Poi c’è il processo collegato (per depistaggio, ndr), il giudice deve stabilire se riunirli o meno. I numeri sono questi. C’è il problema di svolgere il dibattimento in sicurezza. L’aula 1 non ci consente di rispettare le distanze, bisogna risolvere il problema tecnico. Lì possiamo arrivare a un massimo di 100 posti, se anche cambiamo gli arredi. Poi la gente  si muove, non puoi pretendere che stia ferma. Il problema è che lugliofino a poco tempo fa era considerato  nella fase 2, si facevano solo le urgenze. È da due settimane che sappiamo di essere in regime ordinario. Anzi, il decreto legge è stato convertito il 29 giugno”.
Se saltasse anche l'udienza del 10 luglio - ma finora non è arrivata comunicazione ai legali - sarebbe l'ottavo rinvio per la strage nell'hotel Rigopiano, sul Gran Sasso.  L’udienza preliminare si doveva tenere il 16 luglio 2019. Il tempo di fare l’appello e di aggiornarsi al 27 settembre. Giorno particolare, quello dello scontro tra la moglie d Alessio Feniello e mamma di Stefano  - una delle 29 vittime - e un indagato, l’ex sindaco di Farindola, Massimiliano Giancaterino. Legittimo impedimento e rinvio al 25 ottobre. Giusto in tempo per incappare nello sciopero degli avvocati. E così, di venerdì in venerdì, sono passati il 29 novembre (il gup su richiesta dei difensori degli imputati concede i termini per verificare il contenuto delle richieste di costituzione parte civile), il 13 dicembre (il ministero della Giustizia si costituisce parte civile nel filone bis per depistaggio), il 31 gennaio (difetto di notifica), il 27 marzo, quando è saltato  tutto per il Covid. Fino al 10 luglio. Una data con ancora molti interrogativi. Altra ipotesi possibile: udienza riservata solo agli avvocati, in presenza.