L'avvocato Francesco Trapella difende il Comune di Farindola
L'avvocato Francesco Trapella difende il Comune di Farindola

Pescara, 19 luglio 2019 - L'avvocato Francesco Trapella di Ferrara  difende il Comune di Farindola, parte civile nella strage di Rigopiano. Sotto accusa c’è anche il sindaco, Ilario Lacchetta. “Ci siamo costituiti parte civile verso tutti gli indagati e per tutti i capi d’imputazione", chiarisce il legale.
L'iter giudiziario si annuncia molto complesso. Il Comune potrebbe ritrovarsi a chiedere i danni al sindaco che dirige l'amministrazione stessa. 
“Io devo fare l'interesse dell'ente locale, che poi è quello della comunità. Noi vogliamo sia accertata la verità. Naturalmente in questo momento non sappiamo chi siano i responsabili, sarà l'istruttoria a stabilirlo. Stiamo semplicemente entrando nel processo per chiedere un accertamento. Nel nostro sistema penale, l'unico modo per farlo davvero è costituirsi parte civile. Altrimenti, come semplici soggetti offesi, saremmo limitati. Non potremmo ad esempio sentire i testimoni e fare le domande".

Vi considerate parte lesa?

"Assolutamente sì, anche perché il Comune è rimasto isolato, in quelle ore tragiche".

E' anche un modo per chiamare in causa Provincia e Regione?

"Ma certo, la nostra posizione è stata chiara su questo. Siamo tra quelli che si sono opposti alle archiviazioni. Abbiamo denunciato l'inerzia sulle turbine. Ci chiediamo: perché non è stato chiesto aiuto all'Anas?".

La risposta potrebbe essere nell'intercettazione tra i due dirigenti della Provincia, "così ci facciamo fare l'esproprio in casa".

"A maggior ragione, dobbiamo chiamare in causa soggetti più grandi di noi. Del resto la Protezione civile si fonda sul principio di sussidiarietà".

 La sostanza di quel che lei spiega sembra andare nella direzione opposta a quel che sembra. Pare che "assolviate" più Lacchetta degli altri.

"La nostra posizione naturalmente verrà definita quando sarà fatto il processo. Ci aspetta anche una seconda fase, ora spostata tutta in avanti, sulle richieste di citazioni. Come parti civili, possiamo chiamare in causa altri soggetti che civilmente risponderanno dei danni".

Spieghi.

"Prendiamo come esempio un processo per incidente stradale. I familiari della vittima possono chiedere i danni non soltanto all'imputato ma anche al responsabile civile, in quel caso l'assicurazione. Soggetto che non figura come imputato ma in virtù del rapporto che ha con l'imputato può essere condannato al risarcimento".

Alla fine è un incrocio molto complesso, e doloroso per le famiglie delle vittime.

"Ma è tipico dei processi per disastro, abbastanza comune. Penso all'Ilva".

Vede il rischio di uno scaricabarile di responsabilità?
“Purtroppo è possibile, la cosa mi farebbe paura più come cittadino che come avvocato".