Roma, 13 marzo 2019 - Sull’account Facebook di Nicola Ronga, vigile del fuoco cinofilo, discontinuo per dire precario, c’è la foto di Camilla, la Border collie eroina nel terremoto di Amatrice, morta a otto anni nel giugno del 2017, era impegnata nella ricerca di una persona scomparsa e si è ferita cadendo da una roccia. Lei che, instancabile, aveva cercato sotto le macerie, il passo agile e il fiuto infallibile. Ed era entrata nei cuori degli sfollati, le hanno dedicato un monumento, eccola sui murales di una città simbolo del terremoto 2016. Vogliamo raccontarvi le storie dei cani eroi. Quelli che cercano vittime e superstiti tra le macerie. Quelli che scavano nelle valanghe per riportare a casa chi ci è finito sotto. Quelli che vanno a salvare i naufraghi, come i potenti Terranova della Sics, la scuola italiana di cani da salvataggio. E ancora quelli che cercano chi non si trova. Sono compagni che non tradiscono mai. Lo ripetono i vigili del fuoco e tutte le forze di polizia che hanno unità cinofile, lo dicono le squadre del Soccorso alpino e quelle del soccorso nautico. Hanno agilità e forza, addestramento e fiducia nel conduttore, perché uomo e cane sulle emergenze diventano una cosa sola e si deveno fidare reciprocamente. Il dolore diventa condiviso quando qualcuno di loro viene a mancare. Come Falco, il pastore tedesco eroe di Rigopiano, che con i suoi colleghi a quattro zampe aveva dato il segnale per arrivare ai bambini scampati alla strage nella sala del biliardo. Un vigile del fuoco confida: “Per loro la ricerca è un gioco. Quando non trovano le persone, ti guardano abbacchiati, nel timore di averti deluso. Allora li consoli. E' un rapporto unico, forte. Loro capiscono, capiscono tanto. Come, è molto difficile da spiegare”.