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Ritorno a Rigopiano: la prima Messa nell'area dell'hotel distrutto

Oggi le famiglie hanno pregato e deposto fiori nell'area ancora sotto sequestro e ormai ripulita dalle macerie. Lì sono stati ritrovati i corpi. E nelle settimane scorse a Chieti è stato inaugurato un monumento che ricorda le 29 vittime con una decica speciale per il poliziotto Dino Di Michelangelo

di RITA BARTOLOMEI
Ultimo aggiornamento il 19 luglio 2018 alle 10:05

Rigopiano (Farindola), 18 luglio 2018 - Lo hanno scritto anche sul volantino, hanno pensato a un momento di memoria condivisa. Le famiglie di Rigopiano – quelle che piangono i 29 morti - hanno invitato la gente di Farindola a partecipare a una cerimonia forte e dura. Una Messa nel luogo che è diventato la tomba di padri, figli, fidanzati. Un rito celebrato all’ingresso dell’area ancora sotto sequestro. Fino al 18 gennaio del 2017 qui c’era uno splendido resort. Alle 16.49 di quel giorno una valanga si è portata via tutto. Alle 16.49 di oggi, esattamente un anno e mezzo dopo, è iniziato il rito religioso. Alla fine sono arrivate almeno un centinaio di persone. Con il permesso della procura, accompagnati dai carabinieri, i familiari sono entrati a portare fiori e lumini. (Guarda le foto). “E’ stato tutto difficile - confida Paola Ferretti, la mamma del receptionist Emanuele Bonifazi -. Quando c'erano le macrie faceva impressione. Ma anche adesso, vederlo così tutto vuoto... Lascia davvero senza parole. Abbiamo deposto fiori dove i nostri cari sono stati ritrovati. Il punto preciso non lo sapremo mai, chiaro”. Marcello Martella, il babbo di Cecilia, l’estetista dell’hotel, è arrivato come sempre con la moglie Angela Spezialetti, eccola che depone una rosa rossa sul pavimento. Oggi che le macerie non ci sono più si vede bene. E dà i brividi, pensare che proprio qui... Ma il lavoro delle famiglie è infaticabile. Nelle settimane scorse a Chieti, nel Belvedere del Sacro Cuore, è stato inaugurato un monumento per le 29 vittime. Due mani scolpite nella pietra della Maiella, i palmi rivolti alla montagna. Una dedica speciale e una targa per Dino Di Michelangelo, il poliziotto che ha trovato la morte a Rigopiano con la moglie Marina Serraiocco, questo era il suo quartiere. L'opera è stata realizzata da Mariaelena Carulli 'Mae', artista e amica d'infanzia della  vittima con Alessandro Ghionni e la collaborazione dello scultore Antonello Palmerio . Commossi i familiari di Dino. Per il fratello maggiore Alessandro, poliziotto come lui, queste mani di pietra rappresentano la forza dell'amore che cerca la verità, non la vendetta.

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