Monte Velino, i quattro escursionisti vittime della valanga
Monte Velino, i quattro escursionisti vittime della valanga

Avezzano (L'Aquila), 22 febbraio 2021 - Il dolore si respira in ogni angolo di Avezzano, una città listata a lutto per l'addio ai suoi "ragazzi". Valeria MellaGianmarco Degni, che avevano solo 25 anni e 26, fidanzati e innamoratissimi. Gli amici Gian Mauro Frabotta e Tonino Durante, 33 anni e 60. Ad Avezzano oggi nessuno riesce a trattenere le lacrime. Silenzio, tempo sospeso. Lutto cittadino e tanta gente davanti alla cattedrale dei Marsi. Si riconoscono le divise degli squadre di soccorso, gli eroi delle tragedie d'Italia.  Che poi trovano spazio in chiesa, per il funerale,  quasi a scortare il dolore delle famiglie, posti assegnati per le norme di sicurezza ati Covid, le telecamere restano fuori.  E proprio mentre la comunità si prepara a dire addio ai suoi figli, al 118 dell'Aquila arriva una chiamata. Due escursionisti, spaventati, in difficoltà, ancora sul Velino. Come una maledizione. Momenti concitati. Gli uomini del Soccorso alpino, che per quasi un mese hanno cercato con tenacia i ragazzi di Avezzano ed erano già in chiesa, sono partiti di nuovo. Via, subito, in questi casi non c'è un minuto da perdere perché non sai cosa ti aspetta. Ma questa storia ha un lieto fine. I soccorritori  recuperano i ragazzi, entrambi 22enni,  con l'elicottero.  I due, senza ramponi, hanno scalato la montagna. Arrivati a duemila metri, sono scivolati per settanta.  Erano a Magliano dei Marsi, sul versante opposto a quello delle valanghe killer che non hanno dato scampo ai quattro amici di Avezzano. Proprio mentre i  ragazzi tornavano a casa salvi, il duomo si riempiva per prendere commiato da chi invece non ce l'ha fatta.  Travolto da una potenza distruttrice che non ha lasciato il tempo di reagire, un muro di neve ghiaccio e detriti. "Tutti e quattro avevano un amore viscerale per la montagna", si commuove il presidente del Cai di Avezzano, Antonio Di Palma. "Siamo costernati - dà voce al sentimento di tutti -. Siamo qui a piangere quattro figli della nostra comunità, conosciutissimi e stimati. Persone piene di talento, di voglia di vivere". C'è un silenzio irreale, come nei giorni dell'attesa. I lunghi giorni delle ricerche senza sosta - Soccorso alpino, finanza, esercito, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, squadre in arrivo da tutta Italia -, dei gesti di generosità, dell'abbraccio alle  famiglie nel dolore. I ricordi prendono forma sulla rete. Valeria, bellissima, laurea in fisioterapia e maestranza del teatro dei Marsi, una passione fin dai 16 anni. Il fidanzato Gianmarco, che dava una mano nel negozio dei genitori, articoli per gli appassionati di montagna com'erano loro. Tonino, un'istituzione con la sua bottega di coltelli. Gian Mauro, ingegnere, assunto dall'Eni a Milano, figlio unico adorato.   "Alla mia solitudine. Grazie per avermi trascinato in queste straordinarie sfumature della più profonda libertà", scriveva sui social il 18 gennaio dalle vette d'Abruzzo. L'ultima foto e l'ultimo pensiero d'amore per le sue montagne. 

"Sulla nostra comunità è scesa la notte della vita", ha detto commosso il sindaco Giovanni di Pangrazio dall'altare, la messa è stata trasmessa in diretta streaming, in tanti si sono collegati da lontano. Perché, ha detto in un'omelia appassionata il vescovo Pietro Santoro, "c'è tutto il popolo di Avezzano e dell'intera Marsica che vi ha adottato come figli, come fratelli, come amici. Una terra antica ma sempre capace di avere passioni alte mai estinte. Le speranze di uno sono le speranze di tutti, le sofferenze di uno sono le sofferenze di tutti. Voi quattro siete stati cercatori di meraviglie e di bellezza lungo i sentieri del Velino.  Non vi siete fermati, avete continuato il viaggio lungo i sentieri infiniti dell'eternità. Ci sono e ci saranno le spiegazioni della scienza sulle dinamiche dell'evento. Ma rimangono lancinanti i nostri perché e non abbiamo paura di rivolgerli al Signore".