Rigopiano, Nicola Colangeli, il papà di Marinella
Rigopiano, Nicola Colangeli, il papà di Marinella

Farindola, 5 agosto 2021 - Nicola Colangeli è appena tornato "da lassù", chiama così quel che resta dell’hotel Rigopiano ai piedi del Gran Sasso. Ormai lo spiazzo è quasi pulito, c’è un cippo a memoria perenne delle 29 vittime nel resort cancellato da una valanga il 18 gennaio 2017. Quella strage gli ha portato via la figlia Marinella, una bella ragazza di trent’anni, era responsabile della Spa. Lui va su tutti i giorni a pregare, a portare un fiore. Solo domenica non è stato possibile. Quando il fuoco è arrivato anche a Farindola, il paese di Rigopiano e dei Colangeli. "Faceva paura, tutto quel fumo... Torna sempre l’ansia di quei giorni",  racconta al telefono il papà di Marinella. Anche nel piccolo borgo ci sono stati sfollati, a decine. "Abbiamo ospitato i cognati, è durato un giorno intero".  Le fiamme hanno lambito anche la strada provinciale che porta fino alle rovine del resort, "stavolta era il fuoco, quel mercoledì di gennaio invece era un muro di neve, alto due-tre metri", ripensa. Una trappola per i 29 angeli dell’hotel, così li chiamano le famiglie, che hanno stampato il loro dolore sulle magliette, non mancano mai in tribunale, al processo che è ancora alle battute preliminari. Portano davanti alla giustizia i volti e i nomi. Il ricordo perenne. Non passerà mai, questo dolore. Per mamme e papà, figli, fratelli e nipoti. Il 23 luglio hanno dovuto digerire un altro rinvio, il tredicesimo nella contabilità triste di questi anni. Il 30 sono stati decisi i riti abbreviati, una richiesta avanzata da 17 imputati su 25. Tutto aggiornato al 17 settembre, "cade pure di venerdì", prova ad alleggerire l’attesa Marcello Martella, il papà di Cecilia, l’estetista dell’hotel, 24 anni e una grande passione per J-AX. Tutto cancellato.  "Ci hanno detto che da quel giorno in poi ci saranno udienze ogni settimana – spera Nicola Colangeli –. Chi ha sbagliato deve pagare. Ma non con i soldi. Per noi è un tormento quotidiano. La testa va sempre là".