Un sismografo registra una scossa di terremoto
Un sismografo registra una scossa di terremoto

Roma, 22 settembre 2019 - Carlo Meletti, 58 anni, geologo all’Ingv di Pisa. Tra ieri e oggi l’Italia ha tremato in due luoghi simbolo. Scosse di terremoto tra 3 e 3.8, fra le Marche del sisma 2016 e il Friuli, devastato dal terremoto del ’76. Il giorno prima l’evento più forte in Albania, di 5.8, avvertito bene anche da noi, c’è stata grande paura al sud. “Non esiste una relazione di causa-effetto. Registriamo decine di scosse ogni giorno. È stata una combinazione. In Italia centrale la sequenza non è mai scemata dal 2016. Il 1° settembre si è toccata magnitudo 4 a Norcia".

E di 3.8 alle 14.58 di oggi a Tolmezzo, in provincia di Udine. Uno dei centri colpiti dall’orcolat, 43 anni fa.
"C’è stato un episodio analogo il 14 giugno. È una zona sismica ben conosciuta".

Si sta risvegliando qualcosa?
"No, diciamo che ci sono stati questi due eventi ma nel mezzo non stiamo registrando un’attività particolare".

In Italia centrale la gente è esausta, sotto stress da tre anni. Quando si esaurirà questa sequenza?
"Le scosse localizzate sono state oltre 100mila. Durerà ancora. La magnitudo massima è stata di 6.5, il 30 ottobre a Norcia".

Uno dei terremoti più potenti nella storia d’Italia, secondo solo all’Irpinia, 6.8.
"Negli ultimi cinquant’anni, sì. Nella sequenza riconosciamo una scossa principale, altre premonitrici e le repliche. Anche se il ragionamento andrebbe fatto per una stessa faglia. Invece quella del 30 ottobre è più grande rispetto alla precedente del 24 agosto. La situazione è molto più complicata".

Quindi il messaggio per i terremotati qual è?
"All’Aquila ancora dopo 4 anni c’erano scosse che superavano il terzo grado della scala Richter. L’attività sismica nelle zone dell'Italia centrale è comunque superiore a quella che c’era prima del terremoto. Non siamo ancora tornati alla tranquillità".

Ogni quanto tempo nel nostro Paese si verificano scosse superiori a magnitudo 3?
"Dal 1° gennaio alla metà di agosto ne abbiamo registrate un centinaio, in un anno saranno circa 170. Non sono pochi. Vuol dire una ogni due giorni".

Quindi ci dobbiamo rassegnare?
"Ai terremoti sì. Non ci dobbiamo rassegnare al fatto che eventi anche modesti possano provocare danni. Deve accadere da magnitudo sei in su. Le case devono essere pensate per resistere. Quelle le costruiamo noi, la natura non c’entra".