Il 3 d radar in azione
Il 3 d radar in azione

Avezzano (L'Aquila), 8 febbraio 2021- Oggi i soccorritori sono ripartiti a piedi. Sci e pelli di foca, contro il meteo implacabile. Soccorso alpino, finanza, carabinieri, esercito e polizia, a scandagliare valle Majelama e valle Genzana. Nebbia e vento, gli elicotteri sono rimasti a terra. "Al momento le ricerche in quota sono sospese - conferma in serata Fabio Manzocchi, capo del soccorso alpino di Avezzano (L'Aquila), dove questa storia è cominciata. Già: sono passati ormai 16 giorni da domenica 24 gennaio. Quella mattina i fidanzati Valeria Mella e Gianmarco Degni con gli amici  Antonio Durante e Gian Mauro Frabotta hanno deciso di godersi una domenica tra le cime, la loro passione, con piccozze e ramponi. Sono partiti per il monte Velino e non sono più tornati. Con il passare dei giorni, il campo base di un'operazione imponente - che ha portato in Abruzzo la tecnologia e le squadre migliori d'Italia - si è trasformato in una comunità in attesa. Le famiglie, gli amici, l'ansia di sapere, le preghiere e i gesti di generosità per i soccorritori, segno di una gratitudine infinita. "Che tutto questo vi possa dare l'energia necessaria per riportare giù i nostri ragazzi. Il Signore benedica sempre il vostro lavoro", c'era scritto nell'ultimo biglietto, trovato aprendo una scatola di dolci.

Gratitudine per i soccorritori (foto Soccorso alpino speleologico-Cnsas)

L'umanità e l'innovazione. Venerdì l'area delle valanghe è stata scandagliata con il telerilevamento aereo, sensori ottici, termici e fotografici, sistema in uso alla polizia, messo a punto dal consorzio universitario Benecon, che raggruppa cinque atenei del sud. Sabato è entrato in azione il 3d radar, tecnologia norvegese distribuita in Italia dall'azienda milanese Codevintec, chiamata dalla Regione. Per la prima volta  la macchina - usata ad esempio per individuare voragini stradali - è stata impiegata su un disastro, a duemila metri di quota. La "scatola magica" è capace di vedere in 3 d cosa c'è sotto terra o sott'acqua per decine di metri. "Come una tac", spiega il direttore commerciale Andrea Faccioli, di ritorno a Milano dal Velino, "ma abbiamo dato la nostra disponibilità a tornare. Sì, gratuitamente". Sulle potenzialità del 3d radar chiarisce: "E' come se lavorassi con una batteria di 20 georadar. Utilizza tutte le frequenze, quindi garantisce sia la penetrazione sia la risoluzione. Ed è velocissimo. Uno strumento di geofisica  ancora molto nuovo". Il test di sabato  non ha portato a scoprire tracce significative, in diretta. Anche se "per avere un’informazione più completa bisogna prendere il computer e sbatterci la testa per qualche ora. Certo, fosse stato qualcosa di particolarmente evidente, lo avremmo visto in tempo reale. Ma adesso  analizzeremo i dati con più calma.". E stanno facendo la stessa cosa i tecnici del consorzio universitario Benecon. 

Domani mattina aggiornamento delle ricerche, come sempre sarà il meteo a decidere se e come partiranno le squadre. Ma oggi, dopo 16 giorni, c'è un punto privilegiato per le ricerche? "Il sito valanghivo con più attenzione è a 1.900 metri - fa il punto Manzocchi -. L'unico elemento vero è che le macchine erano all'imbocco di valle Majelama. Tutto porta lì, ma non ci sono certezze. Sono state trovate orme, poi interrotte, perché  domenica c'era già bufera. E tutta la valle è stata interessata dalle valanghe. Continuiamo a cercare anche altrove. Questa mattina ci siamo concentrati  più in basso, a 1.300 metri. Non ci fermeremo, il lavoro è lungo. Purtroppo il meteo non ci aiuta, questa settimana sarà così. Aspettiamo il bel tempo. E si riparte". L'obiettivo resta quello di sempre, abbassare il livello della neve, che in certi punti raggiunge i 12 metri. Per questo si sta lavorando per aprire una strada nella vallata.