Ebe Meo nella casetta di Muccia
Ebe Meo nella casetta di Muccia

Muccia (Macerata), 28 dicembre 2018 - Si presenta così: “Sono all’ottavo trasloco". Quel che colpisce di Ebe Meo, 83 anni, è l’energia e il modo garbato di dire le cose, anche quelle che ti stravolgono la vita (video). Le prende di lato, con un sorriso, “ma lo faccio solo con gli estranei”, corregge. Si rivolge al vicino, “dì, da quanto tempo non mi vedi ridere?”. Si guarda attorno, nella casetta di Muccia (Macerata) hanno appena finito di ri-sistemarle il pavimento. “Vede, ancora ci sono i pacchi in giro... C’erano i funghi, la muffa, e che puzza... Sono appena rientrata. Sa quanti giri dal terremoto del 2016... Abitavo in centro, ho dovuto lasciare tutto. Prima sono andata al Beato Rizzerio (un bed and breakfast, ndr); dopo mi hanno mandato a Porto San Giorgio. Poi mio figlio mi ha trovato una villa sotto un monte, la casa più vicina era a un chilometro e mezzo. Sono arrivati due metri e mezzo di neve, ero bloccata, mi hanno soccorsa e portata via, mi ha ospitato un’amica. Finita l’emergenza neve sono tornata lì, nella villa. Ma due giorni prima di Ferragosto è arrivata la famiglia dei padroni. Allora ho portato via le mie cose e mi sono messa a cercare un altro posto. Mi sono raccomandata, in piena estate con tutti gli sfollati era un'impresa. Alla fine un’amica mi ha trovato una specie di sgabuzzino, avevo lavandino e doccia ma non c’era bidet. Non c’era posto da nessuna parte, dove potevo andare? Alla fine, erano i primi di gennaio, mi hanno assegnato una casetta. Sono arrivata qui. E adesso sono uscita un’altra volta, per i lavori. Sono appena rientrata. La forza? La forza se ce l’hai ce l’hai, altrimenti la devi trova’...”. La signora Ebe non è un caso isolato. Basta bussare dai vicini. Augusta Elisei (videoè entrata un anno fa come tanti altri suoi concittadini nelle ‘soluzioni abitative d’emergenza’ consegnate dai governi Renzi e Gentiloni ai terremotati del centro Italia (ormai in tutto il cratere mancano poche decine di alloggi). Guarda e riguarda le foto e i video del cantiere, pavimenti marci buttati all’aria e rifatti. I mobili smontati e sistemati fuori, in un container. Per qualche giorno è stata ospite della figlia, sfollata un’altra volta. E’ come se il film fosse tornato indietro, a quando la casetta era ancora un sogno. Invece no, ormai siamo al 2019.  Il sindaco di Muccia Mario Baroni minimizza: "I problemi ci sono, nessuno li nega. Stanno cercando di capire la causa, stanno valutando. Ma non parliamo sempre di cose negative”. Però Diego Camillozzi del comitato ‘La terra trema noi no’ mette un punto fermo: “Vogliamo capire bene, andremo a fondo sulle responsabilità. Perché è successo? Queste casette sono sollevate, d’inverno la temperatura scende anche a meno dieci, ci sono tanti gradi di differenza tra interno ed esterno. Stanno rifacendo i lavori, ma c’è il rischio che il problema si ripresenti un’altra volta”. Qui ha lavorato il Cns, il Consorzio nazionale servizi di Bologna, primo classificato nell'appalto Consip del 2014.  Proprio qui, ad aprile, una scossa di 4.6 aveva fatto crollare i pensili delle cucine in alcuni alloggi. Altri casi si erano verificati a Pieve Torina, dove ha lavorato la ditta toscana Arcale, seconda classificata nella gara. La didascalia dei terremotati sui social era stata: "Sae arredate da 2-3mila euro al metro quadro. Vergogna!".  Ma prima ancora tra Arquata, Visso e Accumoli c'erano stati problemi ai tetti, per il vento e il ghiaccio che aveva fatto saltare le tubature dei boiler (non coibentate). Poi infiltrazioni per comignoli montati male e fognature intasate. Nelle settimane scorse a Visso decine di casette di Arcale hanno avuto problemi ai tetti (sempre per umidità)David Piccinini, geologo, capo della Protezione civile nelle Marche, chiarisce: "In quel caso l'isolante è stato montato bagnato, era rimasto all’acqua. Perché? Eh, questa è una bella domanda. La ditta ha riconosciuto l'errore, sistemato le 40 Sae e pagato l'albergo agli sfollati.  Ma il problema è più semplice di quello che si è verificato a Muccia e Montecavallo, in 59 casette del Cns.  Il Consorzio ha realizzato 386 alloggi nelle Marche. A questo punto, abbiamo chiesto di controllarli tutti". Ma il conto non finisce qui. Bisogna aggiungere altri casi in Umbria (80, fonte Regione) e nel Lazio. Il sindaco di Amatrice Filippo Palombini, ingegnere, parla di "quindici segnalazioni". Sarà finita qui?