Giovedì 23 Maggio 2024

Il nuovo Patto Europeo. Dieci azioni essenziali per centrare i ’goal’ della sostenibilità

È necessario uno scatto per raggiungere gli obiettivi come previsto. Nel report che registra lo stato di avanzamento delle misure. un decalogo di provvedimenti per la prossima Commissione Ue.

Il nuovo Patto Europeo. Dieci azioni essenziali per centrare i ’goal’ della sostenibilità

Il nuovo Patto Europeo. Dieci azioni essenziali per centrare i ’goal’ della sostenibilità

La strada è tracciata, ma bisogna accelerare. È questa l’indicazione che arriva da tutti i report riguardandi lo stato di avanzamento dei vari Paesi verso gli obiettivi di sostenibilità inseriti nell’Agenda 2030. Già, perchè il documento firmato dalle quasi 200 nazioni aderenti all’Onu non può essere disatteso, se vogliamo dare un futuro alle giovani generazioni e al nostro Pianeta. In particolare, in Europa ci sonoevidenti disparità: i Paesi del Nord Europa toccano punte dell’80% nella soddisfazione degli obiettivi dell’Agenda, altrove - Italia compresa - siamo attorno al 70%. Lo scenario globale sempre più incerto - tra conflitto ucraino e medio orientale - non facilita certo l’assunzione di misure drastiche, ma questo non deve spaventare. Bisognerà correre, e fissare - complice il nuovo assetto politicoe dell’Unione Europa che uscirà dalle urne di giugno - nuovi traguardi temporali. Nella quinta edizione del Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile dell’Europa 2023-24, si identificano dieci azioni prioritarie per la nuova leadership dell’UE, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione degli Sdg. Questi ’consigli’ sono indirizzati in particolare al prossimo Parlamento Europeo, alla prossima Commissione Europea, al Consiglio Europeo e agli Stati Membri: a giugno si vota. Questi suggerimenti, dunque, sono una sorta di Nuovo Patto per l’Europa.

Ecco, in sintesi, queste azioni.

1) Ridurre almeno della metà la proporzione di europei che vivono o sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, oltre ad assicurare l’accesso per tutti a cure mediche e istruzione di alta qualità.

2) Rafforzare gli sforzi per raggiungere le emissioni nette zero nell’Ue entro il 2050. Tagliare le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) e raggiungere emissioni nette zero entro il 2050. Fondamentale sarà proseguire con gli investimenti nella produzione di energia rinnovabile (solare, eolica, geotermica e idroelettrica) ed espandere le reti elettriche integrate e digitali, evitando l’ingerenza delle lobby che si oppongono a questa transizione.

3) Rafforzare le autorità regionali e locali nel raggiungere i ’goal’ dell’Agenda 2030: il 65% di questi traguardi, infatti, non possono essere raggiunti se non si coinvolgono le autoritàregionali e locali, che distribuiscono in concreto gli aiuti pubblici.

4) Contenere gli effetti negativi delle pratiche internazionali non sostenibili: circa il 40% dei gas serra causati dall’Ue viene emesso nei Paesi esterni, in cui ci sono ancora 1,2 milioni di persone in lavoro forzato e più di 4.000 incidenti mortali ogni anno.

5) Sfruttare la diplomazia globale e il peso dell’Ue per coinvolgere i partner esterni nelle pratiche per la transizione energetica e non solo: l’adesione piena dell’Unione Africana al G20, trasformando il G20 in un G21, è un passo significativo verso una governance globale più inclusiva. Il G21 del Brasile e il G7 in Italia sono, in questo senso, occasioni da non perdere per l’Ue.

6) L’Ue dovrebbe porsi alla guida della riforma dell’architettura finanziaria globale, per garantire che le risorse siano utilizzate per investimenti sostenibili e per la salvaguardia del Pianeta, generando ricchezza in tutti i Paesi.

7) Questo punto è connesso a quello precedente: la cooperazione futura deve diventare progressivamente mutualmente trasformativa, dando voce e mezzi a tutti i partner.

8) Rafforzare il piano Next Generation Ue - quello che da noi si chiama Pnrr - e dirigere gli investimenti per finanziare il nuovo Patto Europeo per il futuro, incluso il potenziamento della sua dimensione globale.

9) Il prossimo Presidente della Commissione europea dovrebbe chiedere a tutti i nuovi Commissari di delineare formalmente come intendono attuare gli obiettivi dell’Agenda all’interno delle rispettive aree di responsabilità, possibilmente incorporando una visione a più lungo termine e obiettivi ambiziosi per metà secolo.

10) Creare nuovi meccanismi permanenti per un coinvolgimento strutturato e significativo della società civile, compresi i giovani, e all’interno del Parlamento europeo sui percorsi e le politiche per raggiungere i ’goal’.

Marco Principini