Sabato 13 Luglio 2024

Eolico, l'Italia è settima in Europa per impianti

Report / Il nostro Paese è invece al decimo posto per nuova potenza nel 2022. L’esempio virtuoso di nazioni come Germania, Svezia e Finlandia

Alcune pale eoliche

Alcune pale eoliche

Con i 19 GW installati nel 2022, oggi l’Europa vanta complessivamente 255 GW di capacità eolica. Per quanto riguarda la disponibilità delle singole nazioni, la Germania si posiziona al primo posto, seguita da Svezia, Finlandia, Francia e Regno Unito. L'Italia è al settimo posto per potenza installata, seguita da Polonia e Olanda. Sono questi i risultati più significativi contenuti nel report statistico annuale 2022 di WindEurope, l'associazione delle imprese europee dell'eolico. L’87% dei progetti avviati nel 2022 ha riguardato l’eolico onshore, mentre l’offshore ha fatto registrare solamente 2,5 GW in più. Secondo le stime, tali dati non possono essere giudicati soddisfacenti, né contribuirebbero a raggiungere gli obiettivi prefissati. Quali, dunque, gli impedimenti esistenti? Innanzitutto quello relativo all’eccessiva complessità delle procedure di autorizzazione per la costruzione degli impianti e la mancanza di investimenti nell’intera catena del valore dell’energia eolica (dalle fabbriche alle reti di distribuzione, dai mezzi di trasporto ai lavoratori qualificati). La foto del nostro Paese che si ricava dal report non è certo lusinghiera: l'Italia continua a perdere posizioni e si attesta oggi, come detto, al settimo posto per potenza installata, con un dato del 2022 ancora molto basso, con solo 526 Mw installati (dei quali 30 di offshore). Va infine sottolineato che la quota di energia eolica nei consumi di elettricità in Europa pur essendo in crescita, raggiunge a malapena il 17%. Basti pensare che la Commissione Europea pone come target il 43% entro il 2030, una percentuale ancora ben lontana dall’essere raggiunta. In quest’ottica, è urgente portare avanti il lavoro sulla riforma del mercato elettrico dell’UE, uno dei tre pilastri normativi del Piano Industriale per il Green Deal, annunciato a inizio mese dagli organismi governativi europei. A preoccupare è anche il calo degli investimenti, dovuto sia all'aumento del costo delle materie prime che alla necessità di una riforma del mercato elettrico da parte dell'Ue.