Fabio Ulivatri (Facebook)
Fabio Ulivatri (Facebook)

NO, A 18 ANNI non pensava che sarebbe arrivato un giorno così. A quell’età era solo arrabbiato perché un glaucoma gli aveva portato via la vista. E mica è facile vedere per 18 anni e poi non vedere più. Chi aveva il tempo di pensare che un giorno sarebbe diventato un campione di equitazione e che avrebbe messo in fila tutti i partecipanti a una gara importante e non paralimpica: lui, unico non vedente, contro cavalieri che invece ci vedono benissimo. Ma sul podio sale lui (e anche la sua guida, terza). Un’impresa sportiva che ha dello straordinario, ma soprattutto una testimonianza umana di cuore oltre l’ostacolo quella del 49enne fiorentino Fabio Ulivastri. In sella al suo amatissimo cavallo Indagato di Gallura ha battuto tutti nell’Umbria Endurance Lifestyle, una gara di regolarità, una “maratona” di 20 chilometri lungo un percorso reso ancor più complicato dalla neve e dal gelo.

QUESTA coppia ben assortita – lui, dipendente dell’Agenzia delle Entrate, e il suo cavallo, angloarabo di 14 anni che ha corso anche sul tufo del Palio di Siena – ha battuto tutti. «Una bellissima soddisfazione – spiega Ulivastri – inaspettata, anche perché fra pioggia e neve era un vero inferno. E per di più su un percorso sconosciuto. Vincere questa gara mi ripaga di tanti sacrifici e premia anche tutto il gruppo che mi circonda: Francesca Gentile, la mia istruttrice, Cecilia Polidori, che a Città della Pieve è stata mia guida ed è arrivata terza, il maniscalco Stefano Falaschi». Ulivastri ha perso la vista a 18 anni ma farsi abbattere dalle avversità non sembra proprio un’opzione contemplata nella sua vita: «Esatto. Fino al 2010 ho sciato, poi amo i motori, sono ferrarista e conosco i piloti. certo, a 18 anni non avrei mai pensato di arrivare un giorno a vincere davanti a un gruppo di concorrenti senza problemi alla vista». Un traguardo che parte da lontano, dal 2009, quando Ulivastri si avvicina al Centro Equestre Fiorentino di Francesca Gentile, all’Isolotto. «Venne qui per fare riabilitazione – spiega lei – e imparò anche grazie a un percorso sonoro di nostra invenzione». Si tratta delle «chatter box», cioè le scatole parlanti, che guidano il cavaliere non vedente lungo il percorso, una geniale innovazione che, ricorda Ulivastri, fu realizzata grazie al sostegno della Cooperativa Taxi Socota 4242 Sms.

«FABIO ha prima affrontato alcune prove di paradressage – riprende Gentile – poi si è avvicinato all’endurance, che non è certo una gara pensata per i non vedenti». Gare dove la vittoria dipende anche dalle condizioni fisiche del cavallo all’arrivo: viene controllato il battito cardiaco. Impossibile vincere se il cavallo è stato «spremuto», questo perché in queste discipline il be- nessere dell’animale è sacro. È un atleta in piena regola. «Indagato riesce ad anticipare le mie mosse – spiega Ulivastri – Fra noi c’è un vero dialogo, lui dà tutto quello che può». «E Fabio – commenta la sua istruttrice Gentile – è tenace, caparbio, molto generoso e ha uno scambio emotivo fantastico con il cavallo». E per il futuro? «Sarebbe bello – chiude Ulivastri – avere uno sponsor, anche solo una partnership tecnica. La spesa maggiore? Il gasolio per gli spostamenti. E poi sarebbe bello avere una struttura per allenarsi d’inverno. E vorrei affrontare la 60 chilometri...». E volete che non ci riesca...