«PER PRIMA COSA mi lasci dire la cosa più importante: l’esempio che gli atleti paralimpici offrono al mondo sarà la migliore garanzia per lo svolgimento dei Giochi invernali nella Corea della Sud. Da Donald Trump a Kim Jong Un, vedrà che tutti si sentiranno in dovere di rispettare e onorare una certa idea dello sport...».

Antonio Fenu ha da poco passato la sessantina. Maresciallo in pensione della Guardia di Finanza, ha una vita nuova nei panni di delegato regionale Fisip Emilia Romagna, la federazione italiana sport invernali paralimpici. «Tutto comincia nel 2009 – sospira – Ero ancora al lavoro per scovare evasori fiscali quando arrivò una lettera di Gianni Scotti, il compianto presidente del Comitato Italiano Paralimpico dell’Emilia Romagna…».

Il Cip che oggi è presieduto a livello nazionale da Luca Pancalli. «Quello. In ambito regionale veniva offerta ai corpi di polizia l’opportunità di acquisire un brevetto per il ruolo di guida di sci alpino per atleti non vedenti».

I ciechi che sfidano l’emozione delle discese sulla neve. «Anche ma non solo. Lei deve calcolare che lo sci alpino, a livello paralimpico, prevede tre categoria diverse. In inglese: il sitting, lo standing e il blind, riservato a chi ha problemi con la vista».

E l’ex maresciallo si è buttato con loro. «A me interessa il proselitismo. La forza della promozione attraverso la testimonianza. Quante persone in Italia, a causa di una disabilità di qualunque natura o origine, si sentono tagliate fuori dalla vita?».

Troppe, temo. «Bravo. E allora noi della Fisip, parlando di neve e di ghiaccio, ci impegniamo per garantire una prospettiva, uno sbocco».

Ci state riuscendo? «Guardi, io nel modenese ho contribuito a creare il Club Paralimpico Fanano. Ogni anno, nel Comprensorio del Cimone, ci diamo da fare per allestire la settimana di avviamento allo sport invernale riservata ai disabili. Ci muoviamo sul territorio, ma l’iniziativa si estende a tutta Italia. L’ultima volta, lo scorso febbraio, avevamo più di settanta iscritti. Anche partendo dall’acqua».

L’acqua? Forse non ho capito. «Benedetta Spampinato è una disabile siciliana, zona di Catania. E’ una campionessa mondiale di apnea. Ma è già venuta a sciare con noi».

Sulle piste che tennero a battesimo un certo Alberto Tomba. «Quelle lì. E la nostra attività si estende anche alla preparazione sull’asciutto, come si dice in gergo a secco. L’ultima estate siamo andati ad allenarci a San Teodoro, in Sardegna».

Mi dicono siate molto forti, come Fisip, nello snowboard. «Ah, l’emozione della tavola! E’ vero, in squadra ci sono almeno tre candidati alla convocazione per la Paralimpiade in Corea. Jacopo Luchini è un ragazzo toscano che sulle piste che ospiteranno i Giochi è già salito sul podio. Promette molto bene anche Giuseppe Comunale, che viene dalla Sicilia. E va forte pure il veterano Roberto Cavicchi, emiliano di Finale. Stanno affrontando le prove di qualificazione, spero possano salire tutti sull’aereo per l’Asia».

Senza aver paura dei missili. «Eh, se il mondo prestasse più attenzione a realtà come la nostra le assicuro che a nessuno verrebbe più in mente di giocare alla guerra...».