La mostra “Tiziano e Caravaggio in Peterzano” sarà visitabile sino al 17 maggio alla Gamec di Bergamo
La mostra “Tiziano e Caravaggio in Peterzano” sarà visitabile sino al 17 maggio alla Gamec di Bergamo

Un pittore non molto noto, ma protagonista della cultura artistica della seconda metà del XVI secolo: Simone Peterzano (1535-1599) è stato allievo di Tiziano a Venezia e maestro di Caravaggio a Milano. È al centro della mostra «Tiziano e Caravaggio in Peterzano» che andrà avanti fino 17 maggio 2020 all’Accademia Carrara di piazza Giacomo Carrara di Bergamo (da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 18 e il sabato e domenica dalle 9.30 alle 19). La mostra è curata da Simone Facchinetti, Francesco Frangi, Paolo Plebani e Maria Cristina Rodeschini e nel percorso espositivo ci sono due Caravaggio e cinque Tiziano. Diciotto opere su 64 esposte sono di Peterzano, poi si aggiungono per la parte veneta Veronese, Tintoretto, Parrasio Micheli, Bernardino Licinio e Paris Bordon, per la sezione della pittura lombarda ci sono opere di Antonio Campi, Giovan Ambrogio Figino e Giovanni da Monte.

«Peterzano è un po’ come il destino di Bergamo – spiega il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori – di essere una città tra Venezia e Milano: con questa mostra raccontiamo un artista bergamasco che ha dentro di sé le culture di cui si è formato». Simone Peterzano, del resto, è protagonista cruciale nel panorama artistico rinascimentale. Di origine bergamasca, impara l’arte alla scuola di Tiziano a Venezia. La mostra si apre, infatti, con la stagione veneziana e con l’esordio del giovane pittore: Peterzano aderisce perfettamente agli aspetti formali e alle componenti coloristiche dell’arte veneziana. Seguendo le orme del proprio maestro, l’allievo sviluppa nelle sue opere temi mitologici ma anche musicali, carichi di un’energia comparabile solo a quella di Tiziano, ben visibile nella Venere di Brera, dove il colore assume il ruolo di vero protagonista della tela. Il percorso milanese inizia, invece, da Angelica e Medoro, dove i colori sgargianti del pittore lasciano spazio al forte legame che lega i due personaggi, seguendo i tratti e la lezione lombarda.

Nella sua pittura si ritrovano il colore veneto e la schietta tradizione naturalistica lombarda. L’esperienza nella grande città lagunare è decisiva per il giovane e ne indirizza le scelte artistiche: gli scorci arditi e i temi narrativi del manierismo di Veronese e Tintoretto si ritrovano nelle sue tele insieme ai rigogliosi paesaggi della tradizione veneta. Simone torna in Lombardia e si afferma come il pittore prediletto di Carlo Borromeo, che riconosce in Peterzano un interprete efficace del messaggio della Controriforma.

Tra gli allievi di Simone Peterzano c’è un giovanissimo Caravaggio, che ancora tredicenne inizia un apprendistato di quattro anni dall’artista. La pittura rivoluzionaria di Caravaggio ha le sue origini proprio nella bottega di Simone Peterzano. Le numerose ricerche sulle ricerche hanno il loro culmine con il ritrovamento del contratto che sancisce l’inizio dell’apprendistato di Caravaggio, allora tredicenne, nella bottega milanese del pittore di origini bergamasche, ormai avviato verso la fine della sua attività. C.F.