Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta della Commissione von Der Leyen sul Green New Deal con 482 voti favorevoli, 136 contrari e 95 astensioni. Nella risoluzione tuttavia ha «alzato l’asticella» dei risultati e ha chiesto di portare al 55% l’obiettivo dell’Ue per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni interne, invece della forchetta «tra il 50% e il 55%» proposta dalla Commissione (rispetto ai livelli raggiunti nel 1990).

Gli eurodeputati auspicano anche l’introduzione di obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni nell’Unione Europea per il 2040. La plenaria ha bocciato gli emendamenti del Partito Popolare Europeo che indicavano per il 2030 l’obiettivo di un taglio di «almeno il 50%». Quanto al finanziamento del Green Deal, il Parlamento Europeo chiede un meccanismo di transizione adeguatamente finanziato per tutte le regioni dell’Ue. Inoltre, i deputati si sono espressi a favore di una tassa sul carbonio, con la creazione di un meccanismo di adeguamento alle frontiere compatibile con le regole dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto)

La sfida della Commissione ora sarà convincere gli Stati membri – quelli dell’Est in primis – che il Green Wew Deal è opportuno, necessario e buono per tutti, Paesi dell’Est Europa compreso. E farlo partire davvero nel corso del 2020. Non sarà una passeggiata.