Con una gamma di utilizzi in rapida espansione, nel prossimo futuro i droni sono destinati a popolare i nostri cieli. Una transizione, quella verso la cosiddetta ‘‘Drone Economy’ che rappresenta la nuova frontiera del business per le industrie del settore aerospazio, difesa e sicurezza e che porterà numerosi benefici per i cittadini e le imprese in termini di servizi esistenti e di nuovi fino ad oggi impensabili.

Nel nostro Paese tale sfida vede Leonardo, in prima fila, fortemente impegnata con investimenti annuali di decine di milioni di euro in attività di ricerca e sviluppo in velivoli a pilotaggio remoto e tecnologie unmanned, così come attiva in numerose collaborazioni con enti e istituzioni responsabili dello sviluppo dell’ecosistema permetterà alla Drone economy di affermarsi. Questo settore è, infatti, uno degli elementi chiave del piano BeTomorrow 2030, documento strategico di Leonardo che identifica i punti di forza, le capacità e le attività in grado di trasformare e traghettare l’azienda nel prossimo decennio.

Già oggi Leonardo è l’unica realtà in Europa in grado di fornire soluzioni complete progettando e sviluppando tutti gli elementi di un sistema drone based.

La domanda è quindi, quali sono i passi da percorrere per avvicinare il futuro? Intanto – sostiene l’azienda – lavorando sulle competenze dei giovani, come dimostra l’avvio della prima competizione del Leonardo Drone Contest, tenutasi a Torino alla sede Velivoli dell’Azienda lo scorso 18 settembre e vinta dal Politecnico di Milano. Inoltre, il gruppo è al lavoro anche sul fronte dei servizi avanzati di mobilità con l’ausilio dei droni. In questo segmento si inserisce una recente sperimentazione nei pressi di Roma, che ha visto droni a propulsione elettrica trasportare, per oltre 30 km, campioni biologici e materiale sanitario da un centro prelievi a un centro analisi, con notevoli vantaggi sui tempi di consegna.

Leonardo, già leader nella gestione del traffico aereo, si pone come player di riferimento anche nel settore del controllo del traffico aereo degli aeromobili a pilotaggio remoto con D-Flight, la piattaforma sviluppata nel 2018 insieme a Enav per questo scopo. Altro aspetto imprescindibile – come illustrato anche nel Next Generation Eu – è la sostenibilità, tema prioritario anche per Leonardo che, tra le iniziative intraprese, è diventato investitore e partner tecnologico di Skydweller Aero Inc., start-up ispano statunitense, nello sviluppo del primo velivolo pilotato a distanza grazie all’energia solare con capacità di trasporto carichi e un’autonomia di volo illimatata.

Il drone Skydweller potrà essere impiegato per scopi sostenibili, innovativi ed in situazioni di emergenza in ambiti come la sorveglianza terrestre e marittima, il monitoraggio ambientale e delle infrastrutture, i servizi di geo-informazione, le telecomunicazioni, le comunicazioni mission-critical fino alla navigazione di precisione.

L’inizio delle operazioni di volo del drone Skydweller è previsto nel 2021 e in futuro le tecnologie e le competenze acquisite con questo progetto potranno essere riproposte in altri ambiti come la propulsione e alimentazione elettrica, aerostrutture innovative, materiali ultra leggeri, e tecnologie eco-friendly.

A gennaio 2020 ha, invece, spiccato il volo il Falco Xplorer, il drone più grande mai progettato e realizzato da Leonardo. Con un’autonomia di volo di oltre 24 ore e una capacità di carico di 350 kg il velivolo a pilotaggio remoto sarà destinato ai mercati civile e militare. Il nuovo sistema è dotato di una potente suite di sensori, realizzati da Leonardo a Nerviano in Lombardia, che comprende anche il radar di sorveglianza multimodale Gabbiano T-80, progettato per la sorveglianza marittima, terrestre e aerea.