Antonello Cammisecra responsabile della divisione Global Power Generation di Enel
Antonello Cammisecra responsabile della divisione Global Power Generation di Enel

La transizione energetica avanza. E per Enel, il sorpasso rinnovabilifossili è già realtà. «A livello di capacità installata – osserva Antonello Cammisecra, dallo scorso ottobre responsabile della divisione Global Power Generation, che comprende le attività di Enel Green Power e quelle della generazione termoelettrica – abbiamo ormai più megawatt di rinnovabili che di termoelettrico. E a livello di produzione nel 2019 siamo attorno al 50%, considerando anche che il 2019 è stato un anno di scarsa produzione idroelettrica. Nel 2020 anche la produzione, oltre che la capacità installata, sarà maggiore dalle rinnovabili che dalle fonti fossili».

Dieci anni fa, era impensabile per molti addetti ai lavori, ma non per Enel che con EGP – dal 2008 guidata da Francesco Starace, che poi, dal 2014 quando è diventato ad del gruppo, ha continuato a credere nella transizione energetica – aveva previsto la crescita del settore. Che continua. EGP ha raggiunto nel 2019 un nuovo record costruendo circa 3.029 MW di nuova capacità rinnovabile nel mondo, circa 190 MW in più (+6,5%) rispetto al 2018. La nuova capacità rinnovabile realizzata da EGP nel 2019 comprende circa 47 impianti, principalmente eolici (1.813 MW) e solari (1.193 MW). Con oltre 3 GW realizzati nel 2019, EGP gestisce ora circa 46 GW di capacità totale, confermandosi come il più grande player prviato al mondo nelle rinnovabili.

«Il nostro obiettivo di gruppo – osserva Cammisecra – è arrivare al 68% di produzione a zero emissioni al 2022». In tre anni da adesso è un obiettivo notevole». Per arrivarci Enel farà investimenti in rinnovabili per circa 12,5 miliardi di euro, di cui 11.5 miliardi in nuova capacità, per aggiungere altri 14,1 Gigawatt. In media 4,7 Giwawatt all’anno. Al 2022 Enel avrà così 60 Gigawatt di capacità gestita totale ad emissioni zero. «Ovviamente – sottolinea Cammisecra – questo prevede una decisa riduzione della produzione a carbone, che passerà dall’attuale 17% a molto meno del dieci per cento. Va anche considerato che se le centrali a carbone verranno dismesse con gradualità, il loro utilizzo sarà sempre più marginale, con effetti positivi in termini di emissioni di CO2. Non sono più compatibili con la nostra visione e con il trend di sostenibilità. Contiamo di ridurre la capacità e la produzione da carbone del 61% e del 74%, rispettivamente, rispetto ai livelli del 2018».

Le rinnovabili si stanno affermando con la forza del mercato. «Noi con le rinnovabili creiamo valore – osserva Cammisecra – e la stragrande maggioranza dei nostri investimenti in rinnovabili non è basato su incentivi. Quando ci sarà l’esito delle prossime gare italiane, previste per fine mese, si vedrà il livello di competitività raggiunto dal settore anche nel nostro Paese».

C’è bisogno di lavorare sugli aspetti regolatori, che sono a costo zero e se fatti bene generano anche risparmi, ma non più sugli incentivi. E servono anche interventi sulla rete, perché la risorsa rinnovabile viene sfruttata dove c’è, e non tanto dove vorremmo che fosse. E questo, tra l’altro, visto che l’irraggiamento è maggiore al Sud, significa che buona parte degli investimenti potrebbero riguardare il Mezzogiorno. «E questa – dice Cammisecra – è una straordinaria opportunità di sviluppo». Sempre a proposito del Sud Enel con la 3Sun di Catania è anche produttore di pannelli solari e ha appena lanciato i nuovi pannelli bifacciali con tecnologia HJT che hanno una efficienza superiore al 20% e una vita operativa di 35 anni con un aumento della produzione di energia oltre il 30%.

«Grazie al lavoro dei nostri ricercatori siciliani – dice Cammisecra – abbiamo dimostrato che l’innovazione tecnologica in un campo come il fotovoltaico, dominato oggi dai cinesi, si può fare anche in Italia. E credo che in Europa dovremmo ragionare sulla possibilità di produrre una parte dei pannelli fotovoltaici che servono al Green new deal in Europa. E così come produciamo turbine eoliche nel Nord Europa secondo me si possono produrre moduli fotovoltaici nel Sud Europa. E senza un gap di costo. Questo creerebbe anche occupazione di alto livello. E io credo che l’Italia si possa candidare: non siamo condannati ad importare tutto dalla Cina».

Enel si è presa l’impegno di ridurre del 70% entro il 2030 le proprie emissioni ad effetto serra rispetto a quelle del 2017 per giungere ad una decarbonizzazione totale al 2050. «Penso che per l’obiettivo al 2050 – annuncia Cammisecra – potrebbe anche essere raggiunto in anticipo. È un cammino lungo, ma possibile».