Crescono gli investimenti globali nelle fonti rinnovabili, ma secondo l’International Renewable Energy Agency dovrebbero raddoppiare per riuscire a correggere il tiro sulle emissioni climalteranti, che continuano ad aumentare. Nel suo ultimi rapporto, presentato all’assemblea annuale di Abu Dhabi, l’Irena ha chiarito la necessità di raddoppiare da qui al 2030 la quota di rinnovabili nel mix elettrico globale, dal 26% attuale al 57%, se vogliamo mantenere il surriscaldamento del clima entro i 2° centigradi, com’è previsto nell’Accordo di Parigi.

Per raggiungere questo obiettivo, secondo gli esperti dell’Irena, è necessario raddoppiare gli investimenti annuali dai circa 300 miliardi di dollari attuali a 750 miliardi di dollari su scala globale. «Quando parliamo di investimenti, intendiamo investimenti privati», ha chiarito Francesco La Camera, direttore generale di Irena. «Siamo entrati nel decennio della transizione energetica verso le fonti rinnovabili, un periodo in cui il sistema energetico si trasformerà a una velocità senza pari. Per garantire che ciò accada, dobbiamo affrontare con urgenza la necessità di politiche abilitanti più forti e di un aumento significativo degli investimenti nei prossimi 10 anni».

Da questo punto di vista il mondo è sulla buona strada, secondo Bloomberg New Energy Finance, che prevede appunto per quest’anno il superamento della soglia dei 300 miliardi all’anno d’investimenti nelle fonti rinnovabili, rispetto ai 282 miliardi dell’anno scorso. Sarà l’eolico, secondo Bnef, a trainare la crescita degli investimenti quest’anno, con un imponente balzo da 69 gigawatt di nuova capacità a terra, realizzata soprattutto negli Usa, in Cina, Svezia, Norvegia e Spagna.

L’anno scorso era stato l’eolico offshore a trainare il settore, con 30 miliardi di dollari di nuovi investimenti (+19% rispetto al 2018) spesi negli ultimi mesi del 2019 nei mega-impianti da centinaia di megawatt in Europa (soprattutto in Scozia e in Francia) e Asia. Quest’anno l’analista Tom Harries di Bnef prevede progetti su scala gigante nelle acque del Regno Unito, negli Usa e in Cina. Galoppa anche l’energia del sole: «Prevediamo che il mercato solare globale crescerà di circa il 14% nel 2020 in termini di nuova capacità installata», ha detto Harries, illustrando le previsioni per quest’anno. L’Europa accelererà il passo rispetto al 2019, con circa 4,7 gigawatt di progetti solari, mentre la Cina si riprenderà dallo stallo grazie alle nuove tariffe incentivanti per l’energia pulita. «Nonostante ciò, prevediamo un consolidamento tra i circa 300 produttori di energia solare attivi in tutto il mondo», che probabilmente sono troppi.

Un altro settore lanciatissimo è quello delle batterie. Nel 2020 saranno annunciati oltre 5 miliardi di dollari di progetti «rinnovabili più stoccaggio» a livello globale. Gli Stati Uniti stanno aprendo la strada grazie ai nuovi meccanismi d’incentivo fiscale: le aziende possono infatti beneficiare dell’Investment Tax Credit, che offre un credito fino al 26% per i progetti di accumulo solare.