di Elena Comelli

L’aria peggiore in Europa si respira nella Pianura Padana, ma gli industriali di Parma non si arrendono. Per Davide Bollati, patron di Davines – società benefit, B-Corp e leader della cosmetica verde – la sostenibilità è al primo posto e la condivisione di questa passione con il territorio sta portando grandi risultati, come l’iniziativa del Kilometro Verde o l’Alleanza Parma CO2 Neutral, che sarà sottoscritta a metà dicembre da tutti i partner, pubblici e privati.

Da dov’è nata l’idea di Parma carbon neutral?

"Abbiamo preso spunto da Siena, unica provincia italiana carbon neutral, un modello a cui guardare. Sappiamo che a Parma la situazione è più complicata, perché nella provincia ci sono 200mila abitanti in più, ci sono più industrie e non abbiamo le risorse energetiche rinnovabili che ha Siena, come il geotermico. A Parma si producono circa 3 milioni di tonnellate di CO2, a cui va sottratto un milione di tonnellate assorbite, soprattutto dalle aree collinari con i loro boschi, per cui dobbiamo riuscire a compensare circa 2 milioni di tonnellate di CO2. La transizione verso la neutralità carbonica non è un’impresa facile, prevede strategie di riduzione, compensazione, rigenerazione e va definita, ma è un bel lavoro da fare".

Non è l’unico impegno green che ha preso con Parma...

"Qualche anno fa abbiamo suggerito al Comune di trasformare l’infrastruttura dell’autostrada del Sole in infrastruttura verde: 11 chilometri di verde lungo l’autostrada, un progetto che oggi si è strutturato fino a diventare un consorzio forestale presieduto da Maria Paola Chiesi, che mette insieme tutti gli attori, pubblici e privati. Nel frattempo abbiamo allargato il progetto dalla fascia dell’autostrada a tutta la provincia coinvolgendo parchi, sindaci, cittadini. Abbiamo oltre cento ettari di terreni conferiti da privati, su cui il consorzio sta piantando alberi e l’obiettivo è piantarne il più possibile, visto che gli alberi sono il sistema migliore che conosciamo per assorbire CO2 dall’atmosfera e sono utilissimi anche per preservare e valorizzare il territorio".

E la candidatura di Parma a European Green Capital? "Con l’aiuto della Fondazione Sviluppo Sostenibile, abbiamo lavorato al progetto di candidatura di Parma a European Green Capital. Nessuna città italiana si è mai aggiudicata il titolo, fra le vincitrici ci sono diverse scandinave, Lisbona, Nantes, Amburgo. Per l’anno prossimo ha vinto Lahti, una città finlandese. Parma purtroppo non si è nemmeno qualificata come finalista, ma almeno oggi abbiamo creato un dossier che definisce una base per sapere quali sono i nostri punti forti e su quali invece dobbiamo migliorare".

E quali sono?

"La commissione tecnica della Commissione europea ci ha dato dei voti sui dodici capitoli in cui è suddiviso il punteggio complessivo e sappiamo che i nostri punti deboli sono soprattutto la qualità dell’aria e la gestione idrica, mentre ad esempio sulla gestione dei rifiuti siamo a buon punto".

Che vantaggio trae il gruppo Davines da tutto questo? "Come attori economici dobbiamo impegnarci a creare modalità di sviluppo che non abbiano il profitto come unico obiettivo. Davines è una B-Corp certificata a livello internazionale e anche una società benefit, quindi non lavoriamo solo per massimizzare il profitto, ma per ottimizzarlo attraverso i portatori di interesse che sono fornitori, clienti, comunità, ambiente e ovviamente le persone che lavorano nell’azienda".