Banco di prova dell’emergenza Covid-19 e specchio del livello di digitalizzazione del Paese la scuola si prepara a una ripartenza in salita. Tale settore, socialmente tra i più colpiti dalla crisi sanitaria, per risollevarsi necessità senza dubbio di uno sforzo collettivo e di un’accelerazione nell’innovazione. Nei mesi scorsi l’introduzione della didattica a distanza ha aumentato le disuguaglianze e il digital gap, accrescendo soprattutto i disagi degli studenti e dei genitori sprovvisti di strumenti informatici. Queste le considerazioni che hanno dato vita al progetto Leonardo per la scuola, una raccolta di fondi aperta a tutti i dipendenti del Gruppo in Italia con l’obiettivo di sostenere un ampio programma di digitalizzazione delle scuole del Paese.

Effettuato nel mese di luglio il crowdfunding ha consentito, in particolare, di allestire nuovi laboratori informatici e dotare le scuole elementari e medie di nuovi PC e tablet per i bambini e i ragazzi che, a giorni, inizieranno il nuovo anno scolastico.

"Oggi più che mai – ha affermato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo – investire nella formazione dei giovanissimi significa sostenere le famiglie, l’eguaglianza di opportunità, il lavoro femminile. Significa guardare al futuro e contribuire al rilancio e alla competitività dell’intero Sistema Paese. Leonardo è una grande azienda manifatturiera ad alta competenza tecnologica che fa della sostenibilità e dell’innovazione, anche attraverso iniziative come questa, la propria ragione di esistere". Per tale ragione Profumo ha scelto di devolvere interamente il proprio bonus 2019 al progetto Leonardo per la scuola.

Destinatari dell’iniziativa sono stati gli istituti italiani interessati dai maggiori disagi sociali ed economici individuati d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, attraverso un monitoraggio su scala nazionale. Il sostegno alle scuole avverrà, tuttavia anche al di fuori delle aule. I PC e i tablet acquistati con le donazioni dei dipendenti di Leonardo potranno, infatti, essere utilizzati anche per garantire la didattica ai bambini e ai ragazzi ricoverati in ospedale per lunghi periodi e a quelli che si trovano nei riformatori minorili.