Più sostenibile e arricchito dal progressivo sviluppo di nuovi business legati alle rinnovabili e all’economia circolare. Il volto dell’Eni del futuro si presenta così. Dopo una fase di profonda trasformazione iniziata nel 2014, che ha consentito al gruppo di crescere e diversificare il proprio portafoglio, rafforzando al contempo la struttura finanziaria, la strategia della società è ora orientata alla creazione di valore nel lungo termine, combinando la sostenibilità economico finanziaria con quella ambientale.

Come Eni ha da tempo comunicato al mercato, la nuova fase di evoluzione vede al centro un percorso strategico di decarbonizzazione delle attività del gruppo. Un cambiamento tracciato lo scorso febbraio nel Piano industriale di Lungo Termine che, "facendo leva su know-how, tecnologie proprietarie, innovazione e sulla flessibilità e resilienza degli asset, – spiega la società – consentirà di cogliere nuove opportunità di sviluppo ed efficienza, oltre che di migliorare ulteriormente la sicurezza sul lavoro". Nel dettaglio Eni punta a ottenere al 2050 la riduzione dell’80% delle emissioni nette riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3, – oltre la soglia del 70% indicata dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) nel Sustainable Development Scenario compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi – e del 55% dell’intensità emissiva rispetto al 2018.

I progressi nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni globali di gas serra – fa sapere Eni – saranno costantemente monitorati grazie a un "nuovo approccio distintivo che supera gli attuali standard per la rilevazione delle emissioni e fornisce una visione integrale dell’impronta carbonica del gruppo". La società, con il supporto di esperti indipendenti dell’Imperial College London, ha infatti messo a punto una rigorosa metodologia, certificata da Rina, in grado di effettuare una misurazione onnicomprensiva delle emissioni GHG, incluse tutte le emissioni Scope 1, 2 e 3, in termini assoluti e relativi, legate sia ai prodotti energetici venduti che derivanti da produzioni proprie o acquistati da terzi. Per raggiungere i risultati previsti dal Piano sono diverse le azioni messe in campo da Eni. Al centro vi è la progressiva riduzione della produzione di idrocarburi dopo il 2025 e la crescente incidenza delle produzioni gas con un focus sulla commercializzazione di prodotti equity e la contestuale riduzione della commercializzazione di gas non equity. Prevista, inoltre, la conversione delle raffinerie europee in impianti alimentati con cariche bio o alternative, per la produzione di prodotti sostenibili quali biocarburanti, idrogeno, metanolo, biometano, prodotti dal riciclo di carbonio e da materiali di scarto. La compensazione delle emissioni di CO2, per oltre 30 milioni di tonnellate annue al 2050, verrà effettuata attraverso progetti di conservazione delle foreste primarie e secondarie. Per l’energia rinnovabile Eni punta al raggiungimento di una capacità di produzione superiore a 55 GW al 2050. Sempre entro tale data, con l’obiettivo di conseguire un numero di oltre 20 milioni di contratti di fornitura e distribuire solo prodotti bio e rinnovabili, la società ha avviato un processo di espansione delle attività retail. Infine, Eni ha confermato e ulteriormente esteso gli obiettivi intermedi di decarbonizzazione. In particolare net zero carbon footprint al 2030 per le emissioni Scope 1 e 2 delle attività upstream e net zero carbon footprint per le emissioni Scope 1 e 2 di tutte le attività del gruppo al 2040.